Giorni convulsi per professori e abilitati all'insegnamento: l'ultima nota ministeriale, quella datata 27 agosto 2015, aveva infatti creato controversia per lo stile di redazione non propriamente nitido. Secondo la laconica e oscura nota, infatti, a partire del 3 settembre gli abilitati avrebbero potuto comunicare l'acquisizione del titolo su Istanze Online compilando il modello A4 per richiedere la priorità in III fascia.

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Inizialmente, soprattutto per un criterio di logica, l'interpretazione più plausibile sembrò essere quella secondo la quale la tempistica si rivolgeva a coloro che avessero conseguito l'abilitazione dopo il 31 luglio 2015 e fino alla riapertura della prossima finestra (prevista per febbraio 2016), dal momento che gli abilitati all'ultimo ciclo di Tfa avrebbero dovuto comunicare alla Scuola capofila l'abilitazione avvenuta entro il 3 agosto (compilando il modello A3) e sarebbero, dunque, dovuti risultare iscritti in II fascia già a partire da quella data.

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Eppure non tutte le segreterie scolastiche sono riuscite ad aggiornare le graduatorie e, per questo, la maggior parte degli abilitati risulta ancora in III fascia. Ecco allora che il Miur ha pensato bene di attivare un'applicazione per permettere agli abilitati di reclamare un diritto di prelazione sui non abilitati, in attesa del passaggio da un grado all'altro. Il tutto, come si suol dire, è risultato molto farraginoso e scriteriato. 

Le indiscrezioni riguardo la nota del Miur

Max Bruschi, ispettore presso il Ministero della Pubblica Istruzione, ha pubblicato nella tarda serata di ieri, 12 settembre 2015, un post sulla sua pagina (pubblica) di Facebook all'interno del quale ha anticipato che a breve verrà pubblicata un'ulteriore nota da parte del Miur in cui si chiarirà la liceità della richiesta da parte degli abilitati per ottenere la priorità in III fascia.

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Bruschi ha, inoltre, aggiunto che risulta confermata "la priorità assoluta dei docenti specializzati in sostegno, in graduatoria e da MAD".

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