Ogni tanto nei gruppi facebook appare qualche post di quelli immessi dai cosiddetti troll del PD (simpatizzanti del Partito Democratico di Renzi) tendenti a destabilizzare i docenti con false informazioni di sentenze perse. Lo scopo evidente è quello di scoraggiare dal proseguire lungo la strada giudiziaria. In questo è complice la stampa nazionale che sul caso immissioni in Gae ha steso un velo per non disturbare le manovre di immissioni in ruolo; almeno molti pensano che sia questa la causa delle sentenze sfavorevoli.

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Ma la recente sentenza del Consiglio di Stato ha dato una mazzata ai proclami del Miur e ora a Viale Trastevere temono uno tsunami. Questa di Gorizia è uscita in contemporanea con la pronuncia dei giudici di Palazzo Spada. Docenti 2 Troll 1, la rivincita di chi non si lascia distogliere dalle contraddittorie dichiarazioni di Davide Faraone.

Chi è diplomato magistrale deve stare in Gae

Arrivava da Novara la notizia del respingimento di un ricorso di una diplomata magistrale, arricchita però da dettagli poco convincenti che lasciavano più di un dubbio sulla veridicità della stessa.

Operazioni di disturbo all'informazione nazonale
Operazioni di disturbo all'informazione nazonale

Dal fronte orientale del nord-Italia, dal Tribunale del lavoro di Gorizia per la precisione, giungeva la risposta opposta di accoglimento di analogo ricorso presentato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, gli stessi che avevano vinto la mega causa in Consiglio di Stato dello scorso 27 agosto con l'immissione in Gae per 3000 diplomati magistrali. Un uno due che metterebbe K.O. qualsiasi disturbatore della serenità dei docenti. Speculare sulla loro condizione è già abbastanza brutto ma esercitare persuasione occulta e terrorizzarli quotidianamente come tentano di fare esponenti del Pd e del Miur è un po' di più che delittuoso.

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A pieno titolo equivale a prima del 16 luglio 2015

Non solo la ricorrente che ha avuto la sentenza di accoglimento della sua istanza dal Tribunale del lavoro di Gorizia deve stare in Gae, ma ha diritto anche a partecipare al piano di assunzioni. Ne sono convinti i legali di Adida e la Voce dei Giusti. La convinzione discende dalla formula contenuta nel pronunciamento del giudice del lavoro: “a pieno titolo”. Come si vede è la stessa di quella ribadita dal Miur al comma 96 art.

1 per il quale la partecipazione è limitata solo a quei soggetti iscritti nelle Gae entro la data del 16 luglio. In pratica significa che anche chi otterrà analoga sentenza dopo il 14 agosto avrà lo stesso identico diritto già riconosciuto nelle sentenze di Gorizia e in quella del Consiglio di Stato che mette un'ipoteca sul piano di assunzioni.

I diritti non si toccano

Pertanto è opportuno che i troll del PD si mettano l'anima in pace perché nell'era di internet l'informazione reale è sempre garantita da chi il diritto lo conosce e lo fa rispettare in quegli stessi luoghi dove il Miur continua a venire bastonato senza soluzione di continuità.

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Non sorprendano nemmeno le repliche dello stesso per bocca di ministri e sottosegretari vari. Sono naturali tanto quanto i tentativi di reazione di un pugile suonato prima di crollare al tappeto. Le conseguenze di questi accoglimenti dei ricorsi per il riconoscimento del diritto ad entrare nelle Gae, con l'inclusione di tutti gli altri abilitati (TFA, PAS, SFP, estero), saranno quelle di veder sparire i disturbatori e di consentire il ripristino della legalità.

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