E' di poche ore fa la proposta formulata dall'on. Damiano che, relativamente al suo DDL 857, è in cerca di  un accordo sulle penalizzazioni che potrebbero scaturire dalla flessibilità pensionistica. Nel DDL l'on. Damiano ha previsto una penalizzazione del 2% annuo fino ad un max del 8% nel caso di anticipo di quattro anni di contributi. La nuova base di partenza potrebbe essere a scaglioni per trovare soluzioni meno costose differenziando la penalizzazione del 2% fino ai 1.500 euro mensili, del 3% sopra di tale cifra”.

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Al di sopra di tali percentuali si otterrebbe solo che i lavoratori non sarebbero interessati alle modifiche perché potrebbero essere fin troppo penalizzanti economicamente. Già la proposta di Boeri, che proponeva il calcolo contributivo, mazzolava i lavoratori  che, per andare in pensione anticipata, avrebbero dovuto perdere il 30 % del loro assegno pensionistico.  La riforma Fornero garantirà risparmi di 80 miliardi di euro fino al 2020 e di altri 300 fino al 2050.  Una piccola parte di questi soldi potrebbero essere utilizzati per favorire il pensionamento e il conseguente ricambio generazionale.

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Qualcosa il governo dovrà pure concedere.

Cosa cambia

E' in cantiere la realizzazione della salvaguardia definitiva, la settima, che dovrebbe comprendere tutti gli esodati esclusi dalle salvaguardie precedenti ma soprattutto coloro che si sono visti spostare la finestra mobile di uscita pur avendo raggiunto i requisiti di pensionamento. Sarebbero inclusi, in quest'ultima salvaguardia, anche i lavoratori edili, tutti coloro che si trovano in mobilità per fallimento aziendale oltre che i lavoratori marittimi e i ferrovieri e i quindicenni.

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Lega Nord

Per quanto riguarda l'opzione donna che riguarda le lavoratrici con 58 anni di età nel regime sperimentale è stata proposta la proroga fino al 2018.

Anche l'on. Simonetti della Lega Nord ha preso posizione e ha affermato che, con l’aumento dell’età anagrafica e  con la formazione degli e sodati,  le storture della legge previdenziale si sono concretizzate ancora di più. Serve quindi una modifica che dia respiro ai lavoratori, che fra 2 o 3 anni dovranno andare in pensione, e per consentire ai giovani di trovare al più presto una occupazione. 

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