Il gruppo dei lavoratori precoci, costituito su Facebook  da 6500 iscritti, ha iniziato da diverso tempo la battaglia per ottenere il riconoscimento di poter andare in pensione con 41 anni di contributi. Chi sono i lavoratori precoci ? Sono lavoratori che si sono affacciati nel mondo del lavoro in età giovanile iniziando a lavorare già a 14/15 anni spesso facendo dei lavori usuranti o comunque disagiati. Chi ha iniziato, facendo il muratore o il garzone, dopo 41 anni di lavoro arrivati all'età di 55 anni dovrebbe lavorare ancora altri anni.

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Pensare di raggiungere  la pensione con quasi 50 anni di contributi è praticamente assurdo. Il governo, che sta valutando tante ipotesi, non tiene conto dei precoci e l'unico che si è manifestato disponibile è stato l'onorevole Damiano che, con il suo DDL 857, ha proposto l'uscita a 41 anni senza limiti di età anagrafica. Il Governo sta per varare la legge di Stabilità nella quale dovrebbe essere presente una riforma che consenta la flessibilità pensionistica.

Ma cosa hanno fatto nel frattempo i lavoratori ?

I 6500 iscritti testardamente hanno tempestato di mail e lettere di protesta i principali registi della possibile riforma.

 Damiano, Boeri, Renzi, Poletti e Padoan sono stati subissati di mail, lettere e messaggi. I lavoratori hanno proseguito Il martellamento  coinvolgendo prima le principali testate giornaliste di carta stampata e, successivamente,  le TV regionali e quelle di interesse nazionale. La settimana scorsa uno degli amministratori del gruppo Roberto Sinesi ha avuto, nella trasmissione  Mi Manda Rai Tre, un faccia a faccia con l'on. Damiano e sempre su Rai 3 Roberto Occhiodoro ha espresso le richieste del Gruppo.

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Domenica mattina ancora Roberto Occhiodoro e Carlo Giani rilasceranno l'intervista su La 7.

Le richieste dei lavoratori, che sono al vaglio del governo, si scontrano con le coperture economiche che sembra non ci siano. Per questo motivo le iniziative che il governo dovrà prendere dovranno essere le meno aggressive possibili per non intaccare la stabilità del sistema e per non far avanzare critiche dall'Europa. Ma siamo sicuri che il soldi non ci siano? Renzi si ostina a voler togliere le tasse sulla casa perché crede che politicamente questa sia una manovra più vantaggiosa per il PD. Eliminare la Tasi su un monolocale e su una villa con piscina non vuole dire trattare tutti in maniera equanime; vuol dire, più che altro, creare ulteriore disuguaglianza tra chi ha (tanto) e chi ha poco.

Dimenticando (ma è omissione voluta, chiaramente) chi invece non ha affatto. Segno sempre più tangibile che il PD è diventato di destra.

Certo fare una mini riforma consentirebbe allo Stato di poter arrivare al 2018 quando di fatto tantissimi lavoratori andranno in pensione dopo che, a causa della legge Fornero, la pensione era stata spostata di 5/6 anni. In ogni caso i Lavoratori precoci non demordono e continuano la battaglia. Forza ragazzi.