"I Ministri Padoan e Poletti il 24 settembre in Parlamento hanno indicato che l'ingiustizia degli esodati è finalmente entrata nell'agenda del Governo e che nell'imminente legge di stabilità si provvederà alla tanto attesa salvaguardia per tutti i 49500 esodati ancora non salvaguardati". Lo si legge all'interno di una nota diffusa alla stampa dai Comitati territoriali degli esodati, con la quale i lavoratori ribadiscono le proprie aspettative riguardo all'arrivo di una pronta e definitiva soluzione di salvaguardia con lediscussioni in avvio in Parlamento.

Sul punto vi è anche da segnalare che simili aspettative sono state più volte avanzateanche dalle lavoratrici opzione donna, che lo scorso 9 settembre attendevano assieme agli esodati il via libera definitivo alla propria posizione, stante l'annuncio di un accordo politico bi-partisan già dato per assodato e infine sfumato a causa delle posizioni assunte dal Mef e dalla Ragioneria dello Stato. Ora questi soggetti attendono l'avvio di una sanatoria definitiva all'interno della legge di stabilità, considerando che tutte le posizioni in oggetto possono essere coperte con le risorse accantonate nel Fondo esodati, stimate in 3,3 miliardi di euro.

Riforma pensioni e flessibilità Inps: in attesa ci sono anche precoci e lavoratori in età avanzata

Nel frattempo non bisogna dimenticare che su un binario parallelo corrono anche le rivendicazioni per l'adozione di uno strumento di flessibilità per l'ingresso nell'Inps in favore dei precoci e dei lavoratori e disoccupati in età avanzata. Soggetti che sono stati improvvisamente tagliati fuori dalle tutele della previdenza pubblicae che ora si aspettano l'attuazione di provvedimento di tutela definitivo.

Purtroppo sul punto sembra ancora presente una notevole distanza tra le diverse prese di posizioni della politica. Da un lato la Commissione lavoro alla Camera ha più volte proposto al Governo di avviare ipensionamenti anticipatitramite la quota 97 e una penalizzazione del 3% l'anno, con l'uscita per i precoci una volta raggiunti i 41 anni di versamenti (senza ulteriori penalità). L'esecutivo sembra invece orientato a voler rispondere con una proposta di prestito pensionistico aziendale che anticiperebbe a costo zero l'età pensionabile di vecchiaia di circa 3 anni.

Un'idea che però non sembra accogliere il favore di molti lavoratori, per i quali l'ipotesi risulterebbe troppo onerosa o del tutto inattuabile.

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