La notizia dell'inserimento di un possibile intervento di riforma delle pensioni all'interno della legge di stabilità 2016 è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, quando oramai si riteneva che il tutto fosse stato rinviato all'anno venturo: come abbiamo spesso sostenuto negli ultimi tempi, la strategia di Renzi è quella dell'ultimo minuto, proporre una misura quando la discussione parlamentare e, soprattutto, politica risulta essere oramai impossibile. Qual è in poche parole l'idea del governo Renzi? Per i lavoratori che matureranno i requisiti previsti dalla riforma pensioni Fornero tra il 2016 e il 2018, si darebbe la possibilità di andare gradualmente in pensione mediante lo strumento del part-time: se la manovra dovesse passare, chi avrebbe almeno 63 anni e 7 mesi al gennaio 2016 potrebbe utilizzare questa sorta di scivolo.

Il lavoratore potrebbe decidere, attraverso accordi individuali con il datore di lavoro, un part-time del 40% o del 60%, I contributi figurativi sarebbero pagati dallo Stato per cui il lavoratore, pur lavorando di meno, avrebbe comunque l'intero versamento dei propri contributi e le aziende che assumeranno contestualmente dei giovani avrebbero invece degli sgravi fiscali.

Insomma, si tratta di una misura sicuramente di ripiego o, se vogliamo utilizzare questa espressione, un gioco al ribasso della politica: non si tratta, infatti, di una vera riforma delle pensioni per il 2016, ma di un piccolo accorgimento che costerebbe molto meno alle casse dello Stato, senza permettere una vera e propria uscita dal mondo del lavoro.

Nel frattempo, sembra che potrebbero essere presenti nella legge di stabilità anche misure per esodati e per la proroga dell'opzione donna, ma su questo punto non ci sono grandi certezze.

Esodati, donne e flessibilità: ultime news dal governo Renzi sulla riforma pensioni 2016

Se, dunque, dovrebbe essere presente nella legge di stabilità questo provvedimento di riforma parziale delle pensioni per il 2016, il part-time, sul nodo che riguarda la proroga dell'opzione donna e la risoluzione della vertenza degli esodati la discussione sembra essere ancora più aperta e le soluzioni meno certe. Secondo i calcoli riportati dai Rai News, se il governo Renzi volesse intervenire contestualmente con il part-time e la proroga dell'opzione donna, i costi lieviterebbero a 2,5 miliardi di euro.

Una cifra sicuramente sostenibile, se si pensa che la proposta Damiano sarebbe costata tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Sul fronte esodati, il timore è che si stia andando, invece, verso un'altra forma di gioco al ribasso: è possibile che venga istituita la settima salvaguardia, ma è altrettanto possibile che essa non ricopra tutte le posizioni rimaste scoperte. In poche parole, se una soluzione dovesse arrivare, non sarebbe per tutti e dunque la vertenza degli esodati resterebbe aperta.

Si compie, dunque, il gioco al ribasso del governo Renzi: la riforma delle pensioni per il 2016 sarebbe sicuramente 'dimezzata' e, di fatto, la legge Fornero resterebbe in vigore in tutte le sue procedure; il progetto politico di Renzi non prevede spese per il welfare e questa piccola concessione sembra essere una sorta di contentino per evitare eccessive polemiche. È tutto con le ultime news sulla riforma pensioni 2016 del governo Renzi; per approfondimenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.