Laproposte dellaManovra Finanziaria, che dovrebbe essere presentata dal governo il 15 ottobre, continuano ad apparire instabili. Sembra ci sia lavolontà di operare cambiamenti, che però risulterebbero essere minimi:ad esempio la proroga del contributo donna, ma con nuovi requisiti e l'assegno universale ma solo per famiglie numerose che si trovano a vivere in situazioni di reale disagio esistenziale. Solo la Commissione lavoro pare spingere per creare piani per i pensionamenti anticipatied unisce anche proposte sulla quota 100, ma per ulteriori sviluppi anch'essa attende i consensi dei Ministri preposti a tale compito.

Sta di fatto che i lavoratori hanno paura di dovere attendere ancora e di vedere una nuova Manovra Finanziaria che, per la loro sorte, porta ad un nulla di fatto e quindi le domande più frequenti sono le seguenti: cosa sarà della mia situazione pensionistica futura? Lo Stato vuole davvero offrirmi una tutela?

Quota 100, quota 101 e quota 41: cosa c'è di nuovo?

I piani della quota 100si basano su una proposta che vede per i lavoratori la formula che comprende i seguenti dati: somma dell'età anagrafica con quella contributiva e con penalizzazioni economiche quasi irrisorie.

Questa si contrappone alla quota 101, la cui proposta è stata presentata dalla Cgil e che verte sui punti fermi che evidenziano la volontà di garantire la pensione a tutti i lavori con 60 anni d'età e con 41 anni di contributi.

La proposta di CesareDamiano non sembra essere di meno valore: volontà del politico del PD è quello di garantire la pensione a tutti i cittadini che abbiano versato almeno 41 anni di contributi, corrispettivi ad una parità di anni lavorati, indipendentemente dall'età anagrafica: questo progetto si prospetta come il più vantaggioso per tutti quei lavoratori che hanno iniziato la loro carriera in età molto giovane e che quindi si ritroverebbero a beneficiare della pensione anche prima dei 60 anni.

Difficile però che quest'ultima proposta passi: la situazionedi stallodel nostro Paese fa sì che risultidifficile garantire la pensione ad un numero elevato di lavoratori per un tempo di vita stimato di oltre trent'anni. Il problema sta nell'aspettativa di vita che, essendo aumentata, costringe lo Stato a garantire un trattamento pensionistico più lungo rispetto al passato.

Nuova legge Renzi-Boeri: avrà la meglio sulle altre?

Le proposte della Cgil e di Cesare Damiano sono quelle che più sonodalla parte del lavoratore, ma anche di più difficileapprovazione, la favorita è quella di Renzi e di Boeri. Quest'ultima rappresenta l'abile unione della quota 100, del sistema della mini pensione e del contributivo: il suo punto forte però è quello di non pesare sulle Casse dello Stato, ma anzi di essere al 100% a carico del cittadino.

Questa legge mira a garantire la possibilità di andare in pensione già a partire dai 62/63 anni d'età per ogni lavoratore: la pecca sta nel dare una penalizzazione, che va da un minimo del3% fino ad un massimo del 12%, per ogni anno anticipato con il quale si accede alla pensione.

Lo Stato però si impegnerebbe a versare una cifra, sotto forma di prestito, che viene catalogato come una mini pensione, utile al lavoratore che ha cessato al sua attività per raggiungere i requisiti richiesti. Il lavoratore dovrà impegnarsi nella restituzione della somma ricevuta e quindi la pensione che esso riceverà, se questa proposta di legge dovesse passare, sarà calcolata esclusivamentesulla base dei contributi versati.

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