Mentre in Italia l'esecutivo presieduto da Renzi è alle prese con le proposte per nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro da inserire nella manovra finanziaria, arriva lo "stop" alle Pensioni anticipate dall'Unione Europea molto sensibile alla salvaguardia della finanza pubblica. Soltanto se si riuscirà a porre un freno ai prepensionamenti si potrà in futuro garantire ai giovani di oggi un trattamento previdenziale equo. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni della relazione annuale del 2015 sull'adeguatezza delle pensioni redatta dalla Commissione Ue.

La relazione è stata illustrata due giorni fa al vertice dei ministri del Lavoro e del Welfare dei Paesi dell'Unione Europea.

Riforme, Unione Europea: basta prepensionamenti, tutelare i giovani

Nel dossier sulle pensioni viene evidenziato anche il permanere di enormi disparità tra uomini e donne sui trattamenti previdenziali. In Europa, mediamente gli assegni previdenziali delle donne sono del quaranta per cento più basse rispetto a quelle degli uomini. Anche per questo le donne sono considerate più a rischio povertà rispetto agli uomini.

A proposito disparità tra uomini e donne sulle pensioni in Italia, giovedì 8 ottobre, a partire dalle 14.30, in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, è in programma l'audizione di rappresentanti dell'Istat, la seduta sarà trasmessa online in diretta streaming sulla webtv di Montecitorio. Tornando alle "raccomandazioni" della Commissione europea, secondo le proposte illustrate nella relazione, le politiche dei governi per il lavoro dovrebbero offrire maggiori opportunità ai più anziani di rimanere più a lungo al lavoro, piuttosto che flessibilizzare l'uscita per la pensione anticipata come si sta cercando di fare in Italia tra mille difficoltà legate alle coperture finanziarie ancora da individuare.

Previdenza, in pensione dopo 40-45 anni di lavoro senza interruzioni

Secondo quanto si sostiene nel dossier sull'adeguatezza dei sistemi previdenziali della Commissione Ue per avere in futuro un trattamento pensionistico dignitoso sarà necessario versare dai 40 ai 45 anni di contributi se interruzioni nella carriera lavorativa. Va ricordato che la legge Fornero intervenne nel 2011 con un drastico aumento dell'età pensionabile proprio per tutelare i conti pubblici ed evitare il rischio default, altrimenti oggi l'Italia si sarebbe potuta trovare nella stessa situazione della Grecia che sta adesso eliminando non a caso le baby pensioni.

Ad avere introdotto in questi anni nuove forme di flessibilità è stata la Germania governata dal cancelliere Angela Merkel. Alcune forme di pensione anticipata con criteri diversi sono state inserite anche in Spagna e in Polonia. Riuscirà il Governo Renzi a mantenere le promesse sulla flessibilità in uscita o sarà rispettoso delle "raccomandazioni" che, ancora una volta, arrivano dall'Europa sulla riforma pensioni?

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