In un periodo in cui si cerca quasi di incentivare la formazione di una famiglia, si afferma maggiormente la certezza della tutela della donna che deve dividersi tra famiglia e lavoro. La lavoratrice madre ha diritto ai cosiddetti permessi giornalieri durante il primo anno di vita del bambino. Quando si parla di permessi giornalieri, si fa normalmente riferimento a quell'arco temporale di riposo (in genere 60 minuti), che il datore di lavoro ha l'obbligo di concedere alla donna che lavori presso la sua azienda.

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Se l'orario di lavoro è inferiore alle sei ore, è previsto un solo riposo. Invece, in caso contrario (orario lavorativo giornaliero che superi le sei ore), sono previsti due riposi.

Permessi giornalieri di riposo: la lavoratrice madre può rinunciarvi

Si deve sottolineare un dato di fondo importante ma al tempo stesso di sottile interpretazione: il datore di lavoro ha l'obbligo di concedere il predetto tempo di riposo, pena l'irrogazione di una sanzione pecuniaria, ma la lavoratrice non ha alcun obbligo di usufruirne.

Trattasi sicuramente di una tutela a garanzia della donna nel suo essere lavoratrice e nel suo essere madre, ma è e resta un suo diritto potestativo. In definitiva, la donna può richiedere e poi rinunciare ai permessi, senza che il titolare dell'azienda incorra in sanzioni o risulti passibile di vari provvedimenti. Il nocciolo della questione relativa alla rinuncia dei permessi della lavoratrice madre, è stato definito dal Ministero del Lavoro (interpello n. 23/2015).

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I periodi di riposo: modalità di svolgimento e retribuzione 

Siffatti periodi di riposo dalla durata media di 60 minuti, non costituiscono orario extra-lavorativo, bensì sono inclusi in esso, ragion per cui non viene meno la retribuzione. A fronte di tale assunto, è previsto che la donna possa rinunciarvi, ma la decisione deve provenire da una sua libera e non condizionata scelta. La lavoratrice madre può dunque uscire dall'azienda ben due volte al giorno nell'intero arco della sua giornata lavorativa.

Tra una giusta risoluzione del problema relativo al congedo maternità e la circoscrizione di tutto l'apparato concretizzato sulla decisione della persona interessata, i risultati sono notevoli.

 

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