In Gran Bretagna non è solo la sanità e il sostegno sociale a dover far fronte ai nuovi tagli della spesa pubblica, ma anche il tribunale del lavoro, i cui costi oggi rendono proibitive le vertenze di lavoro, scoraggiando i più.Le spese da affrontare infatti sono diventate talmente eccessive da aver limitato il numero di vertenze di lavoro. Il ministero della giustizia nel suo bollettino statistico del 11 giugno 2015 segnala che sono stati ricevuti il 48% in meno di richieste nel biennio 2014/15 rispetto al biennio precedente che era in linea con gli altri anni.

Il salario minimo garantito

Se si considerano invece le richieste dei singoli lavoratori e non quelle collettive, queste sono diminuite del 52%, a testimonianza del fatto che con l'introduzione dei costi per il tribunale, i lavoratori, in particolare quelli singoli e senza assistenza sindacale, sono stati notevolmente scoraggiati. Ad affermarlo è lo stesso bollettino nelle sue pagine introduttive: “The reductions seen have been driven by decreases in both SSCS and Employment tribunal (ET) cases caused by key policy changes: the introduction of ET fees and changes to the appeals process introduced by the Welfare Reform Act 2012.”

Infatti in tantissimi settori il salario è ormai quello minimo garantito, pari a 6,70 sterline lorde, e un salario così basso, la grande quantità di manodopera a basso costo, e le spese legali da affrontare, sono alla base di queste rinunce, se si pensa che un abbonamento giornaliero ai trasporti a Londra costa circa 7,50 sterline e una stanza in affitto dalle 500 sterline al mese in zone popolari.Un'altra riflessione dovrà essere fatta in futuro per quel che riguarda i piccoli abusi sul lavoro che potrebbero incrementare visto che in Gran Bretagna la legge su mobbing è ancora più debole rispetto a quella legiferata in Italia .

I costi del tribunale

Presentare una denuncia al tribunale era prima gratuito, ma dal 2013 sono state introdotte delle costiche oggi arrivano fino a 250 sterline, a cui vanno aggiunte le spese per l'udienza, che vanno dalle 230 alle 950 sterline, a seconda del tipo di rivendicazione. Una vertenza per discriminazione o licenziamento senza giusta causa prevede il massimo delle spese per il singolo richiedente, pari quasi ad un salario.La vertenza è difficile da vincere, in quanto il tribunale del lavorononentra nel merito del licenziamento ma piuttosto sul diritto dell'azienda nell'esercitarlo.

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In questo la legge inglese fornisce ampie possibilità ai datori di lavoro, non esistendo un contratto collettivo nazionale mentre ai sindacati, molto deboli, si affidano pochi lavoratori. Le spese per gli avvocati non sempre vengono risarcite, comele spese del tribunale e per i testimoni. Anche in questa caso il bollettino segnala il 36% in meno di risarcimenti dei costi del tribunale.

Le spese per gli avvocati

Le aziende hanno la possibilità di abbonarsi agli studi legali, con spese minime, mentre il lavoratore dovrà rivolgersi ad avvocati molto costosi o a quelli gratuiti del governo che sfortunatamente non danno grandi garanzie e possono essere consultati solo se si è disoccupati o si ha un reddito lordo inferiore a 1085 sterline se si è single senza figli.Consultare un avvocato in Gran Bretagna è molto diverso da quanto succede in Italia.

Anche un semplice colloquio informativo deve essere pagato. Il costo minimo è di 250 sterline l'ora, con un minimo di due ore, e se si affida l'incarico, lo studio legale ha un tariffario che prevede il pagamento anche per la lettura e la scrittura di mail inerenti alla causa, a cui vanno aggiunte 6 ore o più per le udienze. Un'altra soluzione è quella di rivolgersi ad un avvocato “no win, no fees” (nessuna vittoria, nessuna spesa), ma questi prendono in considerazione solo cause abbastanza sicure.

Insomma, in Gran Bretagna le vertenze di lavoro sono in diminuzione, e per chi può permettersele, gli italiani in arrivo sono avvisati.

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