La grave situazione di denuncia messa in atto dagli studenti di molte scuole pubbliche catanzaresi giunge improvvisamente e direttamente dal 'Comitato per la Scuola di Catanzaro', un'organizzazione territoriale molto attiva in questi mesi su molti fronti, soprattutto sui social network. Ebbene, la direzione dello stesso comitato in un articolo comparso stamane sulla rivista online 'Amantea Online', parla espressamente di molti casi di alunni, i quali lamentano minacce e ritorsioni, sotto forma di velate ripercussioni disciplinari subite ai loro danni da parte dei professori e degli stessi Dirigenti Scolastici dei vari Istituti scolastici calabresi.

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Le minacce sono state rivolte agli stessi studenti per impedire loro di partecipare alla manifestazione già programmata per venerdì 9 ottobre 2015, contro la 'Buona Scuola' di Matteo Renzi e di Stefania Giannini.

Perché impedire la libertà di manifestare?

Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo i fatti, almeno quelli raccontati a suon di mail da parte degli studenti delle scuole pubbliche di Catanzaro - Secondo il Coordinamento del Comitato anzidetto molti docenti avrebbero minacciato i loro studenti.

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Scuola Matteo Renzi

Molte sono le scuole incriminate, tra cui i docenti del Liceo delle Scienze Umane 'G.DeNobili' di Catanzaro. Gli insegnanti di tale istituto hanno inveito contro i loro studenti perché ritenuti colpevoli di voler esprimere apertamente le loro idee, partecipando alla manifestazione contro la Legge 107/2015 in programma il 9 ottobre di quest'anno. A detta degli stessi studenti i fatti sono molto gravi e incresciosi in quanto dei pubblici ufficiali, cioè i loro insegnanti, hanno praticato loro delle vere e proprie ritorsioni psicologiche e vessatorie, difendendo una legge che impoverisce culturalmente tutta la scuola pubblica italiana.

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Il Comitato dichiaratamente parla di sgomento e fa riferimento alla triste e sconsolante situazione dovuta agli atti intimidatori a cui sono stati sottoposti in questi giorni da parte dei loro stessi insegnanti e non solo. Infatti qualche studente, predisposto più degli altri alla libertà di parola, ha denunciato anche le intimidazioni subite da parte dei loro stessi Dirigenti, i quali hanno indubbiamente esagerato con le loro pressioni psicologiche, calpestando, per tale ragione, persino la libertà di manifestare le proprie idee e le proprie ideologie.

Gli studenti, ricordiamolo, hanno ampiamente manifestato il loro dissenso verso questa discutibile riforma della scuola e, insieme ai loro stessi docenti, oggi 9 ottobre sfileranno lungo le strade della cittadina calabrese per dichiarare apertamente il loro NO verso la nuova indigeribile riforma scolastica.

Chi ha paura della protesta è debole politicamente

Dalle pagine del quotidiano online 'Amantea Online', infine, rimbombano anche alcune frasi emblematiche e ampiamente realistiche: 'Triste capitolo per la scuola italiana questo della Legge 107/2015, che riduce il pluralismo che contraddistingueva l'istituzione scolastica alla truffa ideologica del Pensiero Unico, quello di chi detiene e gestisce il potere'.

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Un vero e proprio manifesto di quanto è forte la contrarietà e il diniego verso questa contestatissima legge, priva, secondo molti insegnanti e studenti, di ogni logica e di buon senso. Staremo a vedere che tipo di provvedimenti saranno presi verso quegli studenti che decideranno di partecipare all'appuntamento di protesta di venerdì. Intanto i genitori cominciano seriamente a preoccuparsi per i loro figli, i quali rischiano, come minimo, di essere guardati male dai loro insegnanti.

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Noi, di contro, facendo il tifo per gli studenti, speriamo tanto nella partecipazione nutrita di molti docenti al corteo di protesta, cosicché le probabilità di eventuali sanzioni si ridurranno ancora di più.

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