Il Sindacato è una istituzione democratica al servizio di tutta la società, e non solo dei lavoratori. Ha un compito molto delicato, perché deve sapere cogliere i mutamenti essenziali della società, coniugandoli col mondo del lavoro. Un sindacato che guardi lontano, senza rinchiudersi nel mondo del passato, e rendendosi partecipe dello sviluppo della comunità. Tutto questo attraverso la partecipazione, i confronti e se necessaria, la lotta. La polemica, in atto, tra le forze sociali italiane, è rivolta alla riforma della contrattazione. Da una parte i principali sindacati disponibili al confronto, anche se con qualche polemica.

Dall'altra parte, Confindustria ugualmente disponibile al confronto. Ognuna fa il suo gioco.

Tutte le parti interessate al confronto

Vediamo quali sono le opinioni delle parti. Annamaria Furlan, Cisl, spinge per riaprire il tavolo delle trattative, per non lasciare la soluzione nelle mani del Governo. In posizione intermedia la Uil, con Carmelo Barbagallo, il quale è pronto ad affrontare la discussione e chiede segnali di disponibilità dagli altri, ed infine Susanna Camusso, Cgil, che ritiene prioritario il capitolo chiusura dei contrattialle discussioni, molto polemica col leader di confindustria Squinzi, la cui dichiarazione l'ha definita "straniante".

Dal canto suo, Confindustria ricorda i tentativi fatti da mesi, al tavolo di confronto.

La sen. Fedeli, vice presidente del Senato, ritiene che le parti si debbano sottrarre a questa sfida, per non perdere l'autonomia negoziale. Anche il governo, a mezzo del ministro Poletti, chiede che riparta il confronto, altrimenti interverrà il Governo sullo stesso argomento, subito dopo la legge di Stabilità, se tra le parti sociali, nel frattempo, non è intervenuto un accordo. Poletti ritiene che ci sia bisogno di una contrattazione più vicina alle imprese, e al territorio, con al centro la produttività.

O le parti iniziano il confronto, oppure il governo si assume le sue responsabilità, cercando di far prevalere l'interesse generale. Nel successivo provvedimento legislativo, il Governo intende allargare il ventaglio dei provvedimenti, alla rappresentanza sindacale, salario minimo, oltre poi alla contrattazione.

Ecco il motivo per cui Furlan è interessata ad un accordo, e Camusso ritiene idoneo il tavolo per affrontare i problemi inerenti, mentre Barbagallo ritiene che sia urgente dare una risposta a 7 milioni di lavoratori sia pubblici che privati.