Le discussioni sulla riforma delle Pensioni si avviano ad essere definitivamente risolte dall’esame degli emendamenti alla legge di Stabilità che la Commissione Bilancio del Senato ha iniziato l’11 novembre.

Negli ultimi mesi non c’è stato giorno che non arrivasse sui giornali qualche proposta, più o meno concreta, su come superare la riforma delle pensioni avviata dalla Legge Fornero o, almeno, sanare gli evidenti guasti che ne sono derivati, dal problema degli esodati a quello dei lavoratori precoci.

Accertata la volontà del governo di mettere mano solo nel 2016 alla questione della flessibilità pensionistica, alcune di queste proposte si sono comunque concretizzate sotto forma di emendamenti alla legge di Stabilità 2016, nella speranza di ottenere l’approvazione in Parlamento.

Riepiloghiamo quali sono le proposte in tema di pensioni che la Commissione Bilancio del Senato dovrà esaminare entro sabato 14 novembre.

Prestito pensionistico: di cosa si tratta?

L’emendamento più significativo in tema di riforma delle pensioni è senza dubbio quello che riguarda il prestito pensionistico (APA, assegno previdenziale anticipato) che consentirebbe di ‘accompagnare’ verso la pensione chi perde il lavoro a cinque anni dalla maturazione dei requisiti.

L’emendamento, presentato dal Capogruppo Pd al Senato, Giorgio Santini, prevede l’erogazione di un assegno mensile di 760 euro che i beneficiari restituirebbero a piccole rate al raggiungimento della pensione.

Diciamo subito che appare probabile lo slittamento dell’analisi di questo emendamento alla Camera, dove l’esame della legge di Stabilità 2016 dovrebbe iniziare a fine mese, per dare modo di esaminare meglio la proposta e dare tempo al governo di presentare i propri emendamenti, anche se la strada si presenta decisamente in salita per l’opposizione, con motivazioni diverse, del ministro del Lavoro Giuliano Poletti e del presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano.

Esodati e opzione donna IV° trimestre 58.

Altri emendamenti in materia di riforma delle pensioni riguardano le proposte di modifica alla ‘settima salvaguardia’ per gli esodati, in modo da comprendere anche i 20mila, secondo i calcoli dell’Inps, ancora esclusi da ogni salvaguardia, e l’estensione di ‘opzione donna’. In quest’ultimo caso, l’emendamento in analisi riguarda la possibilità di inclusione delle nate nel IV° trimestre del 1958.

Ancora poche ore di attesa, quindi, per esodati, lavoratrici donne e disoccupati prossimi alla pensione per sapere se la loro condizione si avvia ad una soluzione o dovranno rassegnarsi agli sterili dibattiti dei talk show.

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