Il ministero dell’Istruzione accelera sui pensionamenti di insegnanti, educatori e personale Ata nella Scuola a partire dal 1° settembre 2016. Infatti potrebbe essere varato in tempi brevi il decreto che fissa i termini per la presentazione delle domande per l’andata in pensione del personale scuola: vediamo dunque, allo stato attuale delle cose, come sarebbe composta la platea degli interessati e le ultime indiscrezioni sul piano del governo per risolvere la questione delle cattedre che resterebbero libere.

Scuola, pensione al 1° settembre 2016: ecco chi sono i docenti e Ata che potranno presentare domanda

Interessati a presentare domanda di pensionamento saranno gli insegnanti ed il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) con contratto a tempo indeterminato desiderosi di cessare il servizio per:

  • essere giunti al limite del servizio
  • dimissioni volute
  • trattenimento a lavoro per raggiungere il minimo contributivo
  • cambiamento del proprio contratto da orario pieno a part-time seguendo le condizioni previste dalla legge
  • scegliere l’opzione donna con decorsodel trattamento pensionisticoa partire dal prossimo 1° settembre
  • annullare una precedente domanda di pensione

Pensionamenti scuola 2015: ecco quante cattedre si libereranno

Se le indiscrezioni di corridoio dovessero trovare conferma, il Ministero dell’Istruzione dovrebbe emanare a breve il decreto e, comunque, in anticipo rispetto a quanto avvenuto negli scorsi anni.

Di conseguenza verrebbe anche anticipata la scadenza per la presentazione delle domande che, per il 2015, era fissata allo scorso 15 gennaio.

Sulla base dei calcoli fatti da Azienda Scuola, il numero degli insegnanti e dei dipendenti Ata che potrebbero lasciare il lavoro a settembre 2016 dovrebbe superare le 20 mila unità, un dato comunque in diminuzione del 35 percento rispetto al numero di personale andato in pensione nello scorso settembre.

Se venisse l’anticipazione del termine, consentirebbe di poter preventivamente avere un dato certo delle cattedre che si libereranno per l’anno scolastico 2016-2017 con una migliore programmazione della mobilità 2016. Proprio quest’ultima rappresenta un vero e proprio rompicapo al quale dovrà dare una soluzione ottimale il Ministero dell’Istruzione dopo le assunzioni in ruolo, con sede provvisoria, effettuate a partire da questa estate secondo quanto previsto dalla legge sulla Buona Scuola.

Attualmente, infatti, le operazioni si presentano particolarmente complesse per l’immissione di circa 95 mila nuovi docenti distribuiti tra le varie fasi della legge 107 del 2015.

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