In un clima fatto di lunghe attese e tante speranze per gli italiani, anche l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale avanza la sua proposta riguardante i pensionamenti flessibili e il reddito minimo garantito. Si tratta del piano del Presidente Tito Boeri,presentato a giugno 2015 al Governo e riguardante vari provvedimenti che potrebbero modificare le norme rigide dettate dalla precedente Legge Fornero. Ecco i dettagli della proposta dell'Inps e le reazioni da Palazzo Chigi, che hanno già dichiarato il documento di 69 pagine una riforma non attuabile.
Pensionamenti flessibili e reddito minimo garantito
Pensionamenti flessibili e reddito minimo garantito, sono questi i punti essenziali contenuti nella proposta. L'idea di Boeri, infatti, sarebbe quella di consentire l'accesso alla pensione a partire dai 63 anni e 3 mesi di età anagrafica accompagnati da almeno 20 anni di versamenti contributivi andando incontro a una penalizzazione sull'assegno previdenziale che non superi i 10 punti percentuali. Altro punto della proposta riguarderebbe l'introduzione di un reddito minimo garantito a favore di tutti coloro che hanno superato 55 anni di età,si ritrovano privi di un'occupazione e senza reddito. Tale intervento dovrebbe prevedere una somma iniziale di 500 euro, cifra che potrebbe variare in base ai componenti del nucleo familiare.
Tagli alle pensioni d'oro, la protesta della Cida
Tito Boeri ha previsto anche il prelievo, un contributo di solidarietà da effettuarsi sulle pensioni che superano i 3.500 euro lordi. Secondo quanto riportato sul quotidiano "La Stampa", sono circa 250 mila le pensioni d'oro in Italia, mentre 4 mila sono i percettori dei vitalizi. Per questo motivo Boeri ha ipotizzato il taglio alle pensioni medio-alte al fine di finanziarie i trattamenti pensionistici inferiori e il reddito minimo per gli ultra 55 enni. "Il contributo è utile ma per ora non è rateizzabile", ha detto in merito il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti .Secondo il Presidente dell'Inps, invece, la proposta potrebbe rivelarsi sostenibile per i conti pubblici.
E di certo non mancano i commenti del Presidente della Cida, Giorgio Ambrogioni: "In nome di un malinteso senso di equità il Presidente Inps continua imperterrito nella sua azione denigratoria nei confronti di pensionati che hanno, secondo lui il torto di essere titolari di una pensione medio-alta generata da contributi rilevatissimi", ha detto.