Il Ministero dell'Istruzionesta per immettere in ruolo 6.446 docenti per il nuovo sostegno in tutte le scuole italiane. La proposta prevede una formazione professionale specifica per il nuovo sostegno nelle scuole, che non sarà solo una qualifica in più all'abilitazione didattica su una materia di insegnamento del proprio curriculum, ma un'abilitazione specifica proprio sul sostegno nelle scuole.

Insegnante di sostegno: al suo posto il nuovo tutor

Il nuovo sostegno nelle scuoleprevederà un percorso formativo specifico, molto probabilmente un percorso universitario specialistico, mirato a formare in modo idoneo e approfondito le tematiche scientifiche e para-mediche per la formazione della nuova figura del tutor che dovrà seguire, nel suo delicato percorso scolastico, lo studente disabile.

Destinata a sparire, quindi, l’attuale figura dell’insegnante di sostegno che, oltre alla sua materia, possiede la qualifica fino ad ora prevista per il sostegno nelle scuole. Una rivoluzione che interesserà tutto il personale scolastico con nuovi corsi di aggiornamento specifici. La nuova figura del tutor entrerà in ruolo nel sostegno grazie a un nuovo percorso specifico per la sua formazione, più idonea ad affrontare il delicato percorso scolastico dei ragazzi con handicap o disagi di apprendimento.

Nel nuovo pianoscolastico sarà prevista la partecipazione formativa dei dirigenti scolastici, dei docenti curricolari e di tutto il personale amministrativo.

Una nuova classe di concorso per i tutor di sostegno

Il 1° dicembre ci sarà comunque il concorso della Scuola,al quale potranno partecipare solo i docenti già abilitati, con l’introduzione di prove specifiche per il sostegno. Poi avrà luogo il nuovo sistema di reclutamento, secondo i nuovi canali stabiliti dalle regole ministeriali.

Al via dunque una nuova classe di concorso che riparte da zero con i percorsi di studio e la selezione dei concorsi. Sono ovviamente contrarie a queste novità in discussione nel nuovo piano del Miurle associazioni dei sindacati, drasticamente sfavorevolialla "medicalizzazione" del docente scolastico, sostenendo che non è la figura della quale la scuola oggi ha bisogno.

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