Niente pensione anticipata nella Legge di Stabilità 2016 del Governo Renzi: le novità nella Manovra riguarderanno solo l’opzione donna, gli esodati e l’orario part-time, scelta possibile quest'ultima per chi rientra nei requisiti della pensione di vecchiaia, senza che possa subire penalizzazioni sui contributi e sullo stipendio.

Opzione donna in Stabilità 2016: il monitoraggio darà indicazioni utili

L’opzione donna potrebbe avere seguito dopo il monitoraggio deciso dal Governo: la misura costerà 2 miliardi e mezzo di euro fino al 2023, ma se questa forma di pensione anticipata alle donne dovesse far conseguire allo Stato delle economie, si studierà l’estensione per i prossimi anni alle contribuentiche, al momento, non rientrano nei requisiti.

Attualmente l’opzione donna è riservata, infatti, alle lavoratrici che abbiano compiuto i 57 anni e tre mesi (se dipendenti) o 58 anni e tre mesi (se autonome) e 35 anni di contributiversati purché accettino di rivederel’assegno pensionistico con il metodo contributivo, anziché con quello miste.

Esodati nella Manovra 2016, settimasalvaguardia: un anno in più per maturare i requisiti pre-Fornero

Sugli esodati si interverrà nella Legge di Stabilità con la settima salvaguardia: grazie alle prime sei salvaguardie si è data copertura a 146.166 esodati (dai 170.230 previsti), mentre con la nuova verranno aggiunti altri 26 mila e trecento esodati per un costo stimato sui 2 miliardi fino al 2023.

Si darà copertura a ulteriori 5 mila lavoratori che già rientravano nelle passate salvaguardie. La novità nella Manovra 2016 è l’estensione fino al 6 gennaio 2017 del termine utile per poter beneficiare della misura: occorrerà maturare entro tale data i requisiti pensionistici previsti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero.

Part-time per chi ha i requisiti per la pensione di vecchiaia

Novità assoluta nella Stabilità 2016 è la possibilità che avranno i contribuenti del settore privato che raggiungeranno i requisiti utili per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018, di poter scegliere il part time, riducendo il proprio orario di lavoro in una misura che va dal 40 al 60 per cento.

Con il part time il lavoratore non rinuncerà allacontribuzione figurativa, mentre per la retribuzione che perderà con l’orario ridotto, il datore di lavoro gli verserà una somma uguale alle contribuzione pensionistica.

Ricordiamo che la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni e 7 mesi di età per i maschi e un anno in meno per le donne, ma nel 2018 i requisiti delle donne si livelleranno a quelli degli uomini.

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