Uno dei nodi importanti della politica del nostro paese, da risolvere con molta urgenza, è rappresentato dalla Pubblica Amministrazione. Un problema di difficile soluzione che, da solo, rappresenta l'ostacolo principale al decollo della nostra economia. Si tratta di una struttura organizzata, che si interpone tra lo Stato e il cittadino, in grado di frenare ogni iniziativa, creando disagi per chi opera,e per chi ha bisogno di tempi certi. Una struttura che è rimasta indietro nel tempo, e che neanche la recente meccanizzazione della stessa ha saputo snellire.

Nel tempo, molti sono stati i tentativi per cambiare le cose, ma senza alcun effetto. La ragnatela delle normative ha sempre di più ingarbugliato l'iter delle pratiche.

Difficoltà per operare

Molti rinunciano ad operare e trovano rifugio all'estero. In Italia, per impiantare un cantiere occorrono diversi mesi, contro, ad esempio, i sette giorni della Germania. Dai giornali, si legge con piacere che prima di Natale, o al massimo nei primi giorni di gennaio 2016, il Consiglio dei Ministri del nostro Governodovrebbe esaminare il disegno di Legge delega n.

124 del 7 agosto 2015, entrato in vigore il 28 agosto 2015, per l'attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione. Accanto ad esso, verranno presi in esame alcuni decreti attuativi riguardanti: il riordino delle società partecipate e servizi locali; l'aggiornamento del codice per l'amministrazione digitale (a gennaio partirà la sperimentazione del Pin Unico per accedere a tutti i servizi della Pa); e la semplificazione delle regole di trasparenza.

Innovazioni importanti

La novità assoluta è rappresentata dalla nuova conferenza dei servizi, che introduce forti cambiamenti sul procedimento amministrativoin cui sono interessate più strutture pubbliche. In caso di diniego, le stesse devono pronunciarsi entro sessanta giorni, e in caso contrario scatta il silenzio-assenso. Si comincia, così, a venire incontro alle esigenze degli operatori, riducendo i tempi di attesa, eliminando gli incontri fisici ed inviando i documenti in modo telematico.

È comunque una bella notizia, che fa ben sperare. Si tratta di una riforma che potrebbe risolvere una parte dei nostri problemi. Ci si rende conto che la sua attuazione richiede tempo e soprattutto coraggio.

Continuiamo a sperare, l'Italia può farcela se si attuano le riforme nel modo giusto. Non è importante la quantità, ma la qualità delle stesse riforme. I correttivi, anche dolorosi, sono necessari per ottenere i risultati, al contrario si aggraverebbe ulteriormente la situazione. Con un pizzico di ottimismo il tutto andrà nel verso giusto.

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