L'iniziativa parte da un gruppo di genitori, i cui figli frequentano la scuola primaria a Ravenna e nasce da una situazione diventata ormai insostenibile derivante dal blocco delle supplenze. Come senz'altro saprete, infatti, la legge di Stabilità 2015 ha imposto alla scuola pubblica italiana il divieto di supplenza per il primo giorno di assenza da parte del personale docente e addirittura per i primi sette giorni per il personale ausiliario, tecnico, amministrativo (ATA).

Ultime notizie scuola, 23 gennaio: a Ravenna, raccolta firme contro blocco supplenze

Le conseguenze di tali provvedimenti sono preoccupanti e gravi e si possono immaginare: i bambini, oltre a perdere ore di lezione, vengono distribuiti nelle altre classi dell'istituto (in alcuni casi già sovraffollate) determinando problemi di sicurezza in caso di improvvisa evacuazione.

Non parliamo poi del blocco delle supplenze per il personale ATA, che, oltre a causare disagi per quanto riguarda la sorveglianza, mette a serio rischio le condizioni igieniche delle strutture scolastiche, la pulizia delle aule e dei servizi igienici.

Da qui, come detto, nasce l'iniziativa di una raccolta firmeper denunciare questa gravissima situazione che finisce per compromettere seriamente il diritto allo studio dei bambini, oltre alla loro incolumità e sicurezza, in merito alla sorveglianza.

Scuola, 'Giannini, Renzi, Faraone: le pagate Voi le nostre bollette e gli affitti delle nostre case?'

A tutto questo si aggiungono altri gravi problemi a cui stanno andando incontro i docenti 'fortunati' che hanno ricevuto un incarico di supplenza: è proprio il caso di mettere l'aggettivo fortunati tra virgolette, visto che molti di loro devono ancora ricevere lo stipendio da mesi. Con grande dignità, tutti i giorni sono regolarmente al loro posto, sottolinea la segretaria generale della Cgil Scuola di Ravenna, Marcella D'Angelo, cercando di coprire le loro spese con l'aiuto di parenti e amici.

'Perchè non iniziamo a spedire le bollette al ministro Stefania Giannini, o mandare il canone di affitto della casa al Presidente del Consiglio Matteo Renzi o le spese mediche al sottosegretario Davide Faraone? Sfidiamoli, vediamo se hanno ancora il coraggio di affermare che questa può essere chiamata 'Buona Scuola'!'.