Le regole fissate dal nuovo concorso nella Scuola del 2016 disegnano una nuova classe docente. Chi vorrà intraprendere la professione di insegnante dovrà, necessariamente, conoscere le lingue. Parlare e capire l’inglese è il primo grande step per superare il concorso, dal momento che due delle otto domande della prova scritta del concorso saranno in lingua inglese ed in quella orale il concorrente dovrà dimostrare di saper condurre una lezione, anche con quesiti in inglese. Importante sarà, conseguentemente, anche l’esperienza maturata in classe: molti dei candidati hanno già nel curriculum anni di supplenza alle spalle.

Qualche vantaggio in più l’avranno i candidati provenienti dai nuovi ordinamenti universitari sui quali fanno leva le nuove classi di concorso appena approvate dal Governo e, per il punteggio, eventuali certificazioni internazionali nelle quattro lingue comunitarie: oltre all’inglese, anche il francese, il tedesco e lo spagnolo.

Concorso 2016: perché la scuola punta sull’inglese?

Cambia la selezione dei docenti perché l’obiettivo ultimo è quello di modificarel’insegnamento: l’idea del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, è quella di estendere la metodologia Clil alle scuole secondarie di primo grado e, successivamente, alle primarie.

Si insegneranno, cioè, alcune materie non linguistiche come, ad esempio, la storia o la fisica, in lingua inglese. Per ora il Clil è attivo nel triennio degli istituti linguistici e nell’anno della maturità degli altri istituti. Non è facile, però, reperire docenti che sappiano condurre una lezione in classe in lingua: proprio per questo, le scuole, al di là del curriculum, nel conferire le proposte hanno preferito scegliere insegnanti che parlassero l’inglese fluentemente.

Scuola, matematica agli ingegneri, diritto ed economia ai laureati scienze politiche

Ma le novità non si fermano alle lingue: alla scuola italiana servono, soprattutto, docenti di matematica e di scienze. Per questo motivo, i laureati in ingegneria potranno insegnare le due materie alle scuole medie e la sola matematica agli istituti secondari di secondo grado. Occorrerà, inoltre, programmare la propria candidatura nella scuola ragionando a scadenze temporali di tre anni: è questo, infatti, il lasso di tempo che intercorrerà tra un concorso e l’altro e il numero delle cattedre disponibili varierà in base al turnover e alle scelte degli istituti messe nero su bianco nel piano triennale dell’offerta formativa.

Se ne avvantaggeranno anche gli attuali studenti di scienze politiche che potranno insegnare sia il diritto che l’economia.

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