L'incontro avvenuto ieri sera, lunedì 25 gennaio 2016, tra rappresentanze del Miur e sindacati, sembra abbia incanalato la trattativa verso una soluzione finale: l'amministrazione centrale sta cercando di trovare un accordo con le principali sigle, affinchè venga scongiurato il pericolo di una decisione unilaterale riguardante il nuovo contratto mobilità docenti 2016/2017.Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce di quanto già concordato e di vedere, invece, quali possono essere le prospettive per il raggiungimento dell'intesa.

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Mobilità docenti 2016/7, ultime news 26 gennaio: le 4 fasi

Sembra ormai praticamente certo che le fasi di mobilità saranno quattro. La prima fase riguarderà la mobilità comunale, che interesserà tutto quei docenti che vorranno trasferirsi da una Scuola all'altra, all'interno dello stesso comune di titolarità. La prima fase riguarderà anche i docenti che intenderanno rientrare dopo essere stati fuori ruolo così come quegli insegnanti che hanno perso la cattedra nella loro scuola di titolarità, i quali potranno presentare domanda condizionata o d'ufficio.La seconda fase, invece, riguarderà la mobilità provinciale ed, anche in questo caso, i docenti potranno trasferirsi su un'altra scuola sita in un comune della stessa provincia: scongiurato, dunque, il 'pericolo' degli ambiti territoriali.

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Questa seconda fase dovrebbe riguardare anche gli insegnanti che sono stati assunti durante la fase 0 e A del piano assunzionale straordinario Miur per l'assegnazione definitiva della scuola di titolarità. 

Mobilità interprovinciale, il nodo cruciale per accordo Miur-sindacati

Le difficoltà per il raggiungimento di un accordo nascono dalla terza fase, quella che inizierà a comprendere gli ambiti territoriali che, entro il prossimo mese di febbraio, saranno resi pubblici da tutti gli Uffici Scolastici Regionali.

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La terza fase riguarderà la mobilità interprovinciale: al momento, sembra che l'ipotesi più probabile sia quella di poter concedere ai docenti assunti ante a.s. 2014/5 la possibilità di trasferirsi su un ambito scelto, indicando, però, tutte le sedi comprese in quell'ambito, avendo, dunque, buone possibilità di trovare una nuova collocazione. Se questo non dovesse accadere, il trasferimento opererà su ambiti. I neoassunti 2015/6, invece, potranno trasferirsi solo su ambito.

Questa terza fase, ricordiamolo, è quella che potrebbe far saltare la trattativa oppure portare Miur e sindacati al raggiungimento dell'accordo.Infine, c'è la quarta fase, quella riguardante i neoassunti con le fasi B e C: per questi docenti sembra inevitabile la mobilità su ambiti territoriali anche se, molto probabilmente, si distinguerà tra neoassunti da GaE (per loro trasferimenti su ambiti territoriali nazionali) e neoassunti da GM (mobilità su ambiti regionali).

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