Il Jobs Act, la riforma degli ammortizzatori sociali ed altri provvedimenti relativi al mondo dei lavoratori, ha parzialmente modificato l’universo degli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. Il sussidio di disoccupazione ha cambiato radicalmente aspetto e le innumerevoli sigle con cui vengono conosciuti questi ammortizzatori sociali (Aspi, Naspi, Asdi ), generano confusione. Nel mondo dell’agricoltura però, tutto è rimasto identico, ed anche per il 2016, ai braccianti agricoli, operai in agricoltura e addetti vari, che perdono il lavoro, spetterà la classica disoccupazione agricola.

Requisiti e domanda

Per via della particolarità del lavoro agricolo, la disoccupazione interessa la quasi totalità dei soggetti impegnati in queste attività. Infatti, la natura del lavoro nei campi, non permette assunzioni per tutto l’anno, per evidenti ragioni climatiche. Ecco perché, il sussidio di disoccupazione serve per coprire i periodi di inoccupazione che fisiologicamente appartengono a questa tipologia di lavoratori. Primo requisito necessario per percepire il sussidio sono le 102 giornate di lavoro svolte nel biennio precedente l’anno in cui si presenta domanda, perciò oggi, le giornate devono rientrare nel biennio 2014/15.

Per il 2016, serve una anzianità contributiva al 2013, cioè bisogna avere periodi di assunzione precedenti il 31 dicembre di quell’anno. L’indennità è erogata in unica soluzione e questo la diversifica dagli altri sussidi di disoccupazione, per gli altri settori lavorativi, dove di dorma la si percepisce mensilmente. La domanda deve essere presentata tassativamente entro il 31 marzo 2016 e non sono previsti invii tardivi, perciò in assenza dell’istanza, il sussidio è da considerarsi perduto.

La domanda va presentata tramite i canali telematici Inps se il soggetto interessato è provvisto di codice PIN. In alternativa, la via da seguire è quella di farsi assistere da Patronati ed altri soggetti autorizzati alla trasmissione delle istanze.

Modalità di calcolo della disoccupazione

Di norma, dopo aver presentato istanza, l’INPS eroga il sussidio entro il mese di agosto. Alla domanda, oltre che il documento di riconoscimento, va allegata la stampa del codice IBAN del proprio conto corrente o della propria carta prepagata di ultima generazione.

Infatti, essendo erogato in unica soluzione, il sussidio non può essere pagato con strumenti diversi da quelli che ne consentano la tracciabilità, questo per via della norma sul limite all’utilizzo del contante che vale anche per le Pensioni superiori a 1.000 euro. Se il soggetto richiedente ha familiari a carico per cui richiedere gli assegni, sarà necessario fornire le copie dei codici fiscali di tutti i componenti e le dichiarazioni dei redditi del nucleo familiare riferiti all’anno 2013 e 2012, cioè 730/14 e 730/13 oppure il modello Unico Persone Fisiche. La prestazione prevede l’erogazione del 40% del salario percepito nel 2015 dal lavoratore, moltiplicato per il numero di giornate svolte al netto delle ritenute per i contributi da versare per la futura pensione, che si assestano al 9%.

Pertanto, un lavoratore con 120 giornate di lavoro utili al calcolo del sussidio, con una paga giornaliera di 50 euro al giorno, percepirà una disoccupazione giornaliera di 18,20 euro. Moltiplicando questo importo per le 120 giornate di lavoro, si ottiene il sussidio totale di 2.184 euro. Il limite massimo di disoccupazione consentita è pari a 180 giorni, cioè la metà di un anno lavorativo.

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