Novitàper tutti coloro che beneficeranno in futuro del sussidio "Naspi". Difatti è stata inserita da qualche giorno una normativa nel decreto legislativo sulle politiche attive che obbligherà coloro che percepiranno l'assegno di disoccupazione a svolgere dei lavori di pubblica utilità per il proprio comune di residenza che termineranno nel momento in cui verrà totalmente pagato l'ammortizzatore sociale alla persona giuridica spettante.

Questa l'ultima trovata del governo Renzi con l'ausilio dell'Inps e dei comuni per migliorare i servizi offerti dalle provincie, avendo personale a costo zero con il conseguente abbattimento degli stipendi comunali.

L'idea è buona maattenzione ai possibili effetti boomerang che tale innovazione lavorativa potrebbe comportare.

Modalità di impiego del lavoratore di pubblica utilità

Di seguito spiegheremo le modalità con cui verrà utilizzato il lavoratore che sta usufruendo della Naspi dal comune:

  • Il periodo lavorativo non potrà essere più lungo di quello in cui l'individuo sta percependo il sussidio, e termina automaticamente allo scadere dello stesso o in caso di nuovo impiego presso privato, lavoro autonomo o statale.
  • Le ore lavorative saranno proporzionate in base alla somma percepita nell'assegno di disoccupazione.
  • Al lavoratore spetteranno adeguati giorni di riposo e di ferie.
  • Il comune non sarà obbligato ad assumere l'operaio entro il termine dei giorni lavorativi.
  • Trattamento speciale per tutti coloro che hanno raggiunto o superato la soglia dei 60 anni.
  • I contributi versati dall'Inps avranno scopo figurativo.

Possibili effetti boomerang sul lavoro

Tale novità nel decreto crea diverse perplessità, tra cui una in particolare.

La paura più grande e che utilizzando tale manodopera a buon prezzo possa portare i comuni e le province a non assumere più un adeguato numerodi dipendenti pubblici con conseguente aumento della disoccupazione. La speranza è che il governo monitorizzi l'impiego di questa forza lavoro ecrei organi amministrativi che controllino l'utilizzo e impediscano la speculazione da parte degli enti regionali.

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