In questi giorni si continua a discutere il tema delle pensioni. Nell’attesa di capire se ci saranno novità dopo i dibattimenti previsti per oggi (10/02) e domani (11/02) alla Camera, che riguarderanno reversibilità e flessibilità, sono tornati ad intervenire Cesare Damiano e Susanna Camusso. In primissimo piano vi è la situazione che concerne i lavoratori precoci, i quali chiedono al Governo un provvedimento mirato a risolvere la loro questione. La mobilitazione a livello nazionale è già scattata, ma sembra che Matteo Renzi voglia evitare di trattare l’argomento.

Ad oggi non sembra intenzionato ad entrare nel merito, ignorando questa categoria. Non fanno altrettanto i sindacati, né tanto meno il presidente della Commissione Lavoro, che sono al fianco di questi cittadini nella battaglia personale che hanno intrapreso.

Damiano e Camusso a favore della Quota 41 per i precoci

A sostenere i precoci abbiamo da moltissimo tempo Cesare Damiano, che non manca occasione di promuovere la sua proposta. Si tratta della Quota 41, pensata appositamente per questi determinati lavoratori, che sono da troppo tempo a chiedere di accedere alla quiescenza anticipata all’Esecutivo.

Essa non prevede alcuna penalizzazione e l’unico requisito riguarda l’anzianità contributiva, che deve essere di 41 anni. Il parlamentare ha in questi ultimi giorni attaccato nuovamente l’Unione Europea, stavolta sul fronte delle ricongiunzioni onerose, ma anche invitato il Governo a pensare seriamente di introdurre misure flessibili, in quanto a pagarne saranno poi i giovani in futuro. Infatti, questi rischiano di non avere una pensione perché accedono al mondo lavorativo troppo tardi e con i requisiti che diventano anno dopo anno sempre più restringenti, ciò diventa sempre più un sogno.

Favorendo il turnover la situazione cambierà ed è questo su cui punta Damiano.

In merito a coloro che chiedono di andare in pensione perché hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni è tornata a tuonare pure Susanna Camusso. La leader del CGIL non le ha mandate a dire sia al Premier, che al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Su quest’ultimo sottolinea come sia ormai diventato come una sorta di ‘latitante’, che forse sta scappando per non voler discutere il tema previdenziale.

Lo stesso per il Governo, che nonostante a più riprese si sia dimostrato propenso ad intavolare un confronto, ad oggi non si è fatto ancora avanti per discutere con i sindacati e i lavoratori. Anche Carmelo Barbagallo della UIL chiede maggior flessibilità in uscita, e non solo per i precoci. Essi, comunque, proseguono il loro cammino verso la conquista della Q41 ed hanno annunciato una manifestazione per il 18/02 a Roma, quando effettueranno un presidio dinanzi a Montecitorio.

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