In attesa di leggere la bozza d’accordo siglato tra UniCredit e le organizzazioni sindacali, sono i quotidiani nazionali a raccogliere le prime indiscrezioni. La Fabi, per bocca del suo segretario nazionale Mauro Morelli, ha presentato alla stampa le linee guida del nuovo accordo.

Esodi, ma anche assunzioni

Le uscite, tutte volontarie, saranno circa 2.700. I lavoratori che aderiranno al piano d’esodo riceveranno un incentivo pari a tre mensilità e mezzo.

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È inoltre previsto l’accesso al Fondo Esuberi (parte ordinaria e straordinaria) con l’aggiunta di una clausola di salvaguardia in caso di cambiamento delle regole previdenziali. La delegazione di UniCredit, guidata dal responsabile relazioni industriali, politiche del lavoro ed hr services, Emanuele Recchia, ha inoltre comunicato l’intenzione di garantire un ricambio generazionale con l’assunzione di 700 giovani consequenziale al piano d’esodo.

Rimane da capire quali saranno le regole da attivare qualora le adesioni dei lavoratori risultassero distanti dagli obiettivi posti dall’azienda.

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Premio aziendale

L’accordo ha stabilito anche il valore del premio di produzione aziendale per il perimetro Italia. L’azienda, per venire incontro alle richieste sindacali, ha leggermente aumentato le cifre da erogare ad ogni lavoratrice e lavoratore del Gruppo. Gli aumenti dichiarati dalla Fabi saranno del 20% (+200€ rispetto alla cifra inizialmente offerta dall’Azienda) per chi chiederà di accreditare l’importo del VAP sul proprio conto welfare.

In questo caso il lavoratore riceverà un importo di 1.000€.

Per chi opterà per l’accredito in contanti nel cedolino stipendio, l’incremento sarà del 30% rispetto a quanto UniCredit aveva offerto nelle trattative delle scorse settimane. In questo caso l’importo che ciascun lavoratore riceverà sarà di 650€. Non è stata comunicata dalle organizzazioni sindacali la data di pagamento del premio di produzione, a giugno come inizialmente proposto oppure a novembre (per la parte in contanti) e gennaio 2017 (per chi opterà per l’accredito a conto welfare) come già fatto negli anni precedenti.

Da aggiungere che ad ogni lavoratore sarà assegnato un tablet in comodato d’uso. Rimane da capire il prezzo del suo riscatto e la motivazione che ha spinto UniCredit a compiere questa scelta. Perché non erogare l’importo speso per l’acquisto di qualche decina di migliaia di tablet ai lavoratori (in contanti o a welfare)? È solo consequenziale ad una forma di incentivo e risparmio fiscale per UniCredit, oppure, una volta fornito, l’apparato diverrà lo strumento ideale per garantire la formazione obbligatoria anche al di fuori del luogo di lavoro?

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Saranno le organizzazioni sindacali trattanti nei prossimi giorni a sciogliere questi dubbi.

Restano ora da siglare importanti accordi sulle pressioni commerciali in Rete, sul futuro dei lavoratori di UniCredit Leasing e sulla tutela occupazionale dei colleghi trasferiti nella partecipata ES-SSC.

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