A Radio 24 Stefania Giannini lancia un appello ai sindacati a non fare ricorso in tribunale contro i bandi. Il Ministro dell'Istruzione spiega che si sta lavorando in maniera seria e precisa per consentire una procedura concorsuale corretta che metta tutti sullo stesso piano. D'altronde sono i numeri stessi a parlar chiaro, continua Stefania Giannini: un'opportunità per 200.000 precari su un totale di 63712 posti messi a bando. Finalmente si torna a rispettare la Costituzione istituendo un concorso che consentirà ai docenti abilitati di essere immessi in ruolo e sprecare questa opprtunità, ricorrendo ai tribunali, sarebbe un peccato oltre che un errore da parte dei sindacati. La motivazione dei ricorsi è ampia e variegata almeno quanto diversa è la platea degli interessati.

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Il commento di Marcello Pacifico

Il segretario generale di Anief affida al portale Orizzonte Scuola le sue riflessioni sull'appello del ministro dell'istruzione. E' notorio come scaricare sui sindacati le lacune della scuola sia un ritornello vecchio e stantio e fa specie sentire la “ministra” parlare di rispetto della Costituzione nel citare il concorso. Rispetto parziale, dal momento che viene taciuta l'eccezione dell'art. 97 che recita testualmente “salvo i casi previsti dalla legge. E' un sacrosanto diritto dei cittadini ricorrere quando si ritiene che essa sia violata da chi dovrebbe rispettarla prima di tutti.

Ne prenda atto con tutto il governo al fine di evitare il ricorso alla Ue per aver tradito la Convenzione Europea riguardo in special modo ai diritti dell'uomo.

Anche Azione Scuola impugna i bandi

Tra le tante associazioni di docenti che dicono no al concorso per gli abilitati figura Azione Scuola, formazione recente che si ispira principalmente alla Costituzione e della quale intende rispettarne lo spirito. Questo concorso è incostituzionale, quasi un insulto agli abilitati, si legge sul loro sito.

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Anni di esperienze passate in cattedra vanno premiati con l'immissione in ruolo diretta per il superamento dei 36 mesi dei contratti a termine come decretato lo scorso 26 novembre 2014 dalla Curia Europea. Le adesioni proseguono a ritmo sostenuto per impugnare i tre bandi di fronte al Tar entro il 30 marzo.