L'ultimo intervento importante da parte del governo Renzi sulla questione della riforma pensioni 2016 è arrivato dal ministro Poletti che ha indicato tre problemi da dover superare per poter intervenire: il primo riguarda la sostenibilità economica (dove trovare i soldi per la riforma); il secondo riguarda il 'via libera' dall'UE (come convincere l'Europa su un intervento del genere); il terzo riguarda la maniera di salvaguardare i più poveri. Le ultime news riguardano due momenti del dibattito: da un lato, l'intervento di Tiziano Treu, membro del Cnel ed ex ministro del Lavoro, il quale ritiene che la proposta Damiano sia accettabile ma che debba essere accompagnata da altre misure; dall'altro, un nuovo allarme lanciato dalla Corte dei Conti sulla sostenibilità non solo di una possibile riforma ma anche della stessa legge Fornero, ricordando come la spesa pensionistica italiana copra gran parte della spesa pubblica italiana.

Intanto, Damiano sembra essere convinto che la riforma delle Pensioni si farà e che sia necessario trovare una soluzione di compromesso tra la sua proposta e quella di Tito Boeri.

La proposta Treu e le ultime news riforma pensioni 2016 oggi 23 marzo

In un'intervista, Tiziano Treu è intervenuto sul nodo complesso della riforma pensioni 2016: la sua proposta è piuttosto chiara, dal momento che l'ultima legge di stabilità ha introdotto già il part-time, occorre intervenire con altri strumenti che permettano un ventaglio di possibilità differenti per il lavoratore che intende andare in pensione anticipatamente. Interrogato, poi, sulla proposta di Cesare Damiano, Treu ha dichiarato che si tratta di una strada percorribile nella misura in cui si tratterebbe sicuramente di un provvedimento 'costoso' per lo Stato nell'immediato, ma che permetterebbe nel lungo periodo un risparmio notevole.

La questione riguarda ovviamente le penalizzazioni: con una penalità del 2% annuo, la flessibilità è conveniente per il lavoratore ma 'costosa' per lo Stato, con penalità del 3/4% (ipotesi Boeri), l'uscita diviene meno appetibile ma sicuramente più sostenibile. La questione è che con penalizzazioni troppo elevate si rischia che lo strumento non venga scelto e, se il provvedimento deve anche favorire l'occupazione, si rischierebbe un fiasco.

L'ipotesi, dunque, di Treu è prevedere un ventaglio più ampio di possibilità: il part-time già presente, una flessibilità con penalizzazione da decidere e, in aggiunta, un prestito pensionistico da discutere con attenzione.

L'allarme della Corte dei Conti e le news riforma pensioni 2016 oggi 23 marzo

Giunge, intanto, nel bel mezzo delle discussioni sulla riforma pensioni 2016, un allarme della Corte dei Conti sulla sostenibilità in generale del sistema previdenziale italiano: nonostante la legge Fornero abbia limitato la spesa pensionistica, il tutto può essere sostenibile soltanto qualora il PIL italiano ricominci a crescere.

La contraddizione insita nella riforma pensioni Fornero riguarda proprio il rapporto tra sistema pensionistico e mondo del lavoro: se è vero che con la legge Monti-Fornero la spesa è diminuita, è anche vero che, allungando i tempi di uscita dal mercato del lavoro, i giovani restano più facilmente in uno stato di disoccupazione e il PIL, nonostante misure molto relative e criticate come il Jobs Act, rischia di non crescere e di rendere sempre meno sostenibile l'intera spesa pubblica italiana. Per aggiornamenti su proposte e dibattiti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.