Tra pochissimi giorni prende avvio il tanto contestato concorso scuola 2016, ma i precari intendono ancora far sentire la propria voce e non mettere a tacere quanto, a loro avviso, sta per succedere. E i docenti lo fanno, spesso, attraverso lettere inviate alla stampa specializzata, all'interno delle quali raccontano la propria situazione, propongono soluzioni differenti, accusano il governo Renzi per l'organizzazione procedurale. Il concorso a cattedra, nella situazione attuale, viene considerato una 'beffa' e una 'truffa', ma non solo dai docenti precari che dovranno sostenerlo, anche da parte di molti colleghi di ruolo o, addirittura, in pensione (come testimoniato da un altro intervento).

E così riportiamo un'altra testimonianza di un docente che si chiede se è 'giusto' organizzare un concorso nel periodo più intenso dell'anno scolastico, se è 'giusto' mettere nello stesso calderone docenti di 60 anni e di 30 anni, se è 'giusto' avviare una procedura che potrebbe buttare per strada padri e madri di famiglia.

Rabbia e frustrazione per il concorso scuola 2016

Il docente precario apre la sua missiva, sottolineando come, da quando è stato bandito il concorso scuola 2016a fine febbraio, ha dovuto trascorrere la maggior parte dei pomeriggi a scuola per consigli e colloqui, dal momento che si tratta del suo 'lavoro'. L'insegnante mette in luce una serie di aspetti che non potranno che produrre rabbia e frustrazione in una generazione di docenti che ha messo su famiglia e che pretenderebbe soltanto di vivere serenamente facendo il proprio lavoro per il quale ha studiato, ha superato corsi, e per il quale l'esperienza è l'elemento più importante: il 'ritornello' che utilizza il docente precario è 'ditemi se è giusto o no'.

'Ditemi se è giusto o no': la lettera contro il concorso scuola 2016

E così ci si chiede se è giusto oppure no che il concorso scuola 2016 non abbia criteri oggettivi e che, quindi, tutto sarà nelle mani del 'gusto' delle commissioni; se è giusto oppure no che si crei un conflitto tra precari storici (anche di sessant'anni) e precari giovani; se è giusto oppure no che un padre o una madre di famiglia, dopo una giornata di lavoro, debba trascurare i propri affetti e i propri figli piccoli, perdendone momenti importanti di crescita, soltanto perché 'Voi dovete dimostrare che pure una cosa sbagliata deve passare', soltanto perché 'comandate Voi'.

E l'attacco è rivolto proprio alla classe politica che crea 'violenza' mediante scelte apertamente ingiuste, rovinando la battaglia quotidiana che i docenti fanno nelle scuole per insegnare che il bullismo, il razzismo e il vandalismo sono cose sbagliate.

La chiusura della missiva è molto chiara: il docente dichiara che non avrà tempo di studiare, al massimo potrà riordinare qualche appunto, perché quando il figlio gli chiede se vuole trascorrere un po' di tempo con lui, non ha il coraggio di rispondere che non può essere disturbato perché deve studiare per il concorso. La proposta provocatoria è di svolgere il concorso ad agosto, quando tutti saranno liberi dagli impegni lavorativi e scolastici. Per aggiornamenti su proteste e testimonianze, ma anche sulle dinamiche giudiziarie ancora aperte, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.