Le norme in materia di formazione specialistica per potrebbero cambiare, è questo lo scenario che si intravede dalle proposte avanzate dai sindacati relativamente alla legge delega contemplata all’art 22 del Patto per la Salute: stando alla prima bozza avanzata da Anaao Assomed Settore Dirigenza Sanitaria l’idea sarebbe di impiantare un modello formativo unico per il comparto sia medico che sanitario per l’accesso al lavoro nella sanità pubblica. Non solo medici e infermieri quindi, con la nuova normativa le cose potrebbero cambiare per il personale afferente dalle facoltà di biologia, chimica, farmacia, fisica e psicologia.
Verso un modello formativo unico per tutti
La proposta è stata avanzata nell’ambito di un incontro intersindacale a cui hanno preso parte i rappresentanti di tutti gli ambiti afferenti al servizio sanitario nazionale. Con la proposta si vorrebbe un sistema completamente rivisitato che prevede la costruzione di una rete di formazione che accorpi insieme università, ospedali, aziende sanitarie e i servizi territoriali in virtù di un modello formativo unico per l’accesso alla dirigenza medica e sanitaria. In particolare, le nuove modalità concordate con il Ministro della Salute si concentrano sul nodo dell’interruzione della formazione specialistica con l’istituzione di una rete accreditata volta al riconoscimento e alla valorizzazione dei contratti di formazione-lavoro di medici e altre categorie di laureati dell’area di dirigenza medica e sanitaria.
L’intento è quello di incrementare gli standard qualitativi del percorso formativo delle specializzazioni che al tempo stesso sblocchi nuove opportunità lavorative per i dirigenti sanitari, oltre a quelle tradizionali di stampo universitario. Approvato così com’è il disegno apporterebbe un risultato storico per la Dirigenza Sanitaria, oltre che una radicale novità che renderebbe il nostro sistema maggiormente in linea ai modelli europei rispetto ai quali il nostro paese continua a rimanere pesantemente indietro.