L'Italia del governo Renzi ha delle problematiche particolari, non dovute tutte ad errori di questo esecutivo, ma che sono il frutto di una serie di politiche sbagliate di anni. Le troppe tasse per il privato e i tagli eccessivi nel settore pubblico (spesso tacciato di essere sprecone, inefficiente e pieno di fannulloni e assenteisti) hanno determinato una serie di problematiche nel mondo del lavoro, quali? Il lavoro nero nel privato e la riduzione della domanda di lavoro nel pubblico, dovuta ai tagli organici. 

Nel privato aumenta il lavoro nero 

Oggi molte imprese private, molti lavoratori autonomi, ma anche semplici operai e tante altre figure, lavorano in nero.

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Milioni di lavoratori risultano non dichiarati, e per lo Stato contano, non in quanto lavoratori che vivacchiano lavorando alla giornata, senza diritti e senza avvenire (senza contributi versati), ma perché determinano un buco di 25 miliardi ed evadono il fisco. La crescita in termini occupazionali dovuta ai provvedimenti dell'esecutivo Renzi è pari a 200 mila assunti, mentre si parla di quasi 2 milioni di lavoratori in nero. Questo secondo quanto è risulta dalle ispezioni del Ministero del Lavoro nel 2015. Dalle varie indagini realizzate, su ogni tre aziende ispezionate, è presente almeno un lavoratore completamente in “nero”.

L'economia prodotta, da questo mercato del lavoro parallelo, raggiunge i 40 miliardi e 600 milioni di euro, per un'evasione complessiva di 25 miliardi 119 milioni di euro.

L'ispezione realizzata, ha coinvolto 206.080 aziende e sono stati trovati ben 64.775 lavoratori “in nero”. Altro dato importante, è quello delle registrazioni nel 2015 di 6 milioni e 57 mila imprese, nelle camere di commercio, a fronte di oltre 1 milione di entità economiche non iscritte.

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Il dato positivo sbandierato dal nostro Governo,  ha in sé qualcosa di buono: 200 mila lavoratori in nero sono stati assunti su un totale di 2 milioni. Il 10% del lavoro sommerso è stato contrastato dalla Legge di Stabilità, dal Jobs Act,  da Garanzia Giovani e altre idee valide, ma a che prezzo? Il costo per lo Stato degli incentivi alle assunzioni, è stato eccessivamente oneroso. Inoltre, il boom di voucher e di lavoratori stagisti fa impennare il lavoro nero ed il precariato è quanto mai più diffuso. 

Il settore pubblico penalizzato e screditato

I dati del settore pubblico quali sono?

 Se si valutano, settore per settore, si evidenzia una riduzione del numero degli occupati a causa dei tagli e del blocco del turn over. Nonostante i circa 100 mila docenti assunti nella scuola, c'è stato un blocco delle assunzioni del personale Ata, e i tagli agli organici hanno lasciato senza lavoro migliaia di cittadini (si parla di circa 50 mila unità in tre anni). A questo si aggiunga, il blocco delle supplenze di assistenti amministrativi e tecnici, che ha tolto anche la speranza di avere contratti a termine di breve durata, a migliaia di lavoratori, che solo grazie ad essi riuscivano a mantenere se stessi e intere famiglie. 

E la sanità? Nonostante i casi di malasanità non ci facciamo ingannare da giudizi approssimativi,  il settore pubblico è anche fatto di coloro che coprono colleghi assenti e fannulloni,  e in seguito ai tagli del personale e alla riduzione delle strutture ospedaliere, spesso poco personale è costretto a seguire troppi pazienti contemporaneamente, facendo troppe ore di lavoro, e coprendo turni che in teoria non si potrebbero fare e che non vengono retribuiti ma solo recuperati.

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Ecco l'Italia del Jobs Act: nel pubblico c'è troppo lavoro e poco personale, costretto ad arrancare rallentando il funzionamento dell'apparato burocratico, e nel privato, troppe tasse ed un certo malcostume, fanno preferire il lavoro nero a quello dichiarato.

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