Comunisti in campo per la rottamazione della riforma Pensioni della Fornero. Ad intervenire sulla questione previdenziale, dopo il via libera al decreto Poletti sulla pensione anticipata con la formula del part-time, è il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. Le novità sul pensionamento per i lavoratori del comparto privato introdotte dal Governo Renzi con la legge di Stabilità 2016 e messe nero su bianco oggi nel decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti per il leader comunista rappresentano "una presa in giro, di chi vuole fare le nozze - ha detto - con i fichi secchi".

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Rifondazione comunista critica il decreto Poletti sul prepensionaento part time

Le proposte dei comunisti per la riforma pensioni riguardano in particolare l'inserimento di nuovi meccanismi più flessibili per l'uscita anticipata dal lavoro e nuove formule d'accesso ai prepensionamenti. "Bisogna rovesciare - ha affermato Paolo Ferrero - la riforma Fornero". Secondo il leader di Rifondazione Comunista, che si è espresso sulle pensioni in una nota congiunta con Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro del partito che fa parte della Sinistra Europea, occorre garantire il pensionamento "a chi ha 40 anni di anzianità contributiva", una proposta che andrebbe incontro anche ai lavoratori precoci che reclamano la pensione con Quota 41.

Riforma pensioni, Paolo Ferrero e Alexīs Tsipras
Riforma pensioni, Paolo Ferrero e Alexīs Tsipras

 "Oppure 60 anni per le donne- hanno spiegato Ferrero e Fantozzi - e 65 anni per gli uomini" per l'accesso alla pensione di vecchiaia. Attualmente per andare in pensione con i requisiti anagrafici previsti dalla legge Fornero occorrono 66 anni e 7 mesi di età. Queste le proposte di riforma pensioni avanzate da Rifondazione comunista che contesta il decreto Poletti sul part-time per il quale comunque servono accordi individuali tra lavoratori e datori di lavoro.

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Ferrero: in pensione con 40 anni di contributi o a 60 anni per donne 65 per uomini

Inoltre, secondo i comunisti, le risorse economiche previste dal Governo Renzi per agevolare il cosiddetto "invecchiamento attivo" accompagnando gli over 63 alla pensione con la riduzione dell'orario di lavoro negli ultimi tre anni di attività, "sono ridicole: 60 milioni per il 2016, un venticinquesimo di quello - hanno spiegato Paolo Ferrero e Roberta Fantozzi - che è stato stanziato dalla Legge di Stabilità per la sola eliminazione della Tasi per le case di pregio".

Dunque si chiede di modificare la legge previdenziale varata cinque anni fa dal Governo Monti sostenuto in Parlamento da un maggioranza di "grosse koalition" alla tedesca costituitasi in un periodo particolarmente critico per l'Italia sul fronte economico e finanziario. Ma adesso i tempi sembrano diversi, non a caso il Governo Renzi continua a lasciare accesa la speranza per la riforma pensioni tanto da averla in qualche modo prevista nel piano di riforme contenuto nel Def 2016 varato nei giorni scorsi.

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Ma tutti chiedono adesso all'esecutivo di passare dalla parole ai fatti. "Bisogna smettere - hanno aggiunto - di prendere in giro le persone. Sulle pensioni - hanno sottolineato - la misura è colma!".

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