Dopo il nostro ultimo articolo sulla risoluzione avanzata dall’On. Walter Rizzetto per l’estensione dell’opzione donna a tutta la platea dei lavoratori, facciamo il punto della situazione intervistando Orietta Armiliato, cofondatrice del Comitato Opzione donna.

Partiamo proprio dalla risoluzione proposta dall’On. Rizzetto. Qual è la sua opinione in merito all’idea di estendere l’opzione donna a tutti i pensionandi italiani?

Tutto ciò che crea disparità e mancanza di equità mi disturba profondamente, quindi ben venga l'estensione all'universalità di genere, non è una prerogativa delle sole donne over 57 anni di rimanere senza occupazione e dunque senza reddito, per esempio, quindi una risoluzione del genere per me è la benvenuta.

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Inserirla nel panorama previdenziale globale, per altro in modalità opzionale, regala un qualcosa di assolutamente auspicabile: la possibilità di poter scegliere che a mio avviso è "tanta roba" o, a maggior ragione, avere la consapevolezza di poter utilizzare questa soluzione per risolvere situazioni economiche spesso drammatiche senza dover ricorrere agli ammortizzatori o ad altre forme di ausilio. Laddove se ne presenti la necessità, trovo che sarebbe davvero auspicabile.

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Ed in merito alle critiche di chi ritiene troppo oneroso il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno?

Ho sempre sostenuto che il sistema contributivo fosse quello sul quale si potesse reggere il sistema previdenziale nel lungo periodo (tanto verso durante la mia carriera lavorativa e tanto mi ritorna), perciò direi che è un patto onesto, soprattutto considerando l'uscita anticipata di almeno otto/nove anni dall'attività lavorativa.

Per quanto concerne invece le altre ipotesi di riforma in essere presso la Commissione lavoro della Camera, a partire dalla proposta di legge 857 depositata nel 2013: qual è la posizione espressa dal Comitato a seguito delle recenti bozze tecniche di anticipo pensionistico tramite il ricorso all’Ape?

Da quanto si evince dai commenti postati dalle iscritte sulla pagina del Comitato Opzione Donna, Ape non è affatto gradita; l'idea del prestito non piace, specie quando si ragiona in termini di anticipazioni di quelli che si considerano e sono denari propri.

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Pensioni

Diversa la posizione per quanto al disegno di legge 857, che davvero pone il tema previdenziale in termini di flessibilità così tanto auspicata, anche se gli investimenti previsti per la posta di bilancio che è in questo destinata alle Pensioni, mi pare siano distanti da quanto occorrerebbe, almeno stando a quel che abbiamo letto in questi giorni.

Ringraziamo Orietta Armiliato per la sua gentile disponibilità. Come da nostra prassi restiamo a disposizione nel caso desideriate aggiungere un commento nel sito in merito alle ultime novità che vi abbiamo riportato con la nostra intervista di oggi.

Se invece preferite ricevere i prossimi aggiornamenti in merito al tema della riforma previdenziale vi ricordiamo di utilizzare la comoda funzione "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.

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