Gli Smartphone torneranno a Scuola. Ad annunciare la novità è il sottosegretario Davide Faraone che. sulle pagine Web dei quotidiani 'La Stampa' e 'Il Corriere della Sera', sottolinea anche come non tutti saranno d'accordo sull'improvviso cambio di direzione intrapreso dal governo.

Faraone si affretta a precisare come la scelta dell'esecutivo sia ben mirata: d'altro canto, vietare l'uso di qualsiasi dispositivo tecnologico in classe, durante lo svolgimento delle lezioni andrebbe inevitabilmente in contrasto con la voglia di digitalizzazione sponsorizzata caldamente dal Ministero dell'Istruzione.

Ultime news scuola, lunedì 6 giugno 2016: Faraone: 'Lo smartphone tornerà tra i banchi'

Il sottosegretario non perde occasione di snocciolare i numeri relativi al Piano Nazionale per la scuola digitale che prevede una spesa pari ad un miliardo di euro per portare la banda ultra-larga e la fibra in ogni scuola d'Italia, oltre ad una serie di altri servizi che riguardano, ad esempio, la formazione di tutto il personale.

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Un investimento di enormi dimensioni, sottolinea Faraone, che perderebbe di significato se vietassimo ancora l'uso degli smartphone a scuola: 'Stiamo costruendo la scuola del futuro - ha detto l'esponente del Miur - suonerebbe come una contraddizione, in classe dovranno esserci anche gli smartphone e i tablet'.

Faraone: 'Docenti dovranno insegnare ai ragazzi l'uso consapevole degli smartphone'

L'onorevole Davide Faraone immagina un 'uso virtuoso' dei telefonini da parte dei ragazzi, oltre al fatto che gli insegnanti avrebbero la possibilità di ampliare le loro opportunità didattiche, sino ad oggi limitate.

 'Basta con il luddismo, autorizziamo l'uso degli smartphone anche per proteggere ragazze e ragazzi dal cyberbullismo' ha affermato Faraone che ritiene sia giusto che siano i professori ad insegnare agli studenti un uso consapevole del proprio cellulare. 'Non vogliamo il Far West, però gli insegnanti che vorranno utilizzare gli smartphone saranno liberi di farlo al contrario di quello che sta accadendo oggi. Massima autonomia ai docenti'. 

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