Le ultime novità in merito alle pensioni precoci, all'opzione donna e agli esodati giungono dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera che, in conferenza Stampa a Palazzo Chigi, ha presentato soddisfatto le 50 mila firme raccolte a sostegno del suo DdL857 comprensivo anche della quota 41 senza penalizzazioni. Grazie all'attivo sostegno dei Comitati presenti su Facebook, dice Damiano, si è raggiunto un risultato per nulla scontato che 'parte anche dal basso'. I gruppi Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, il Comitato opzione donna, il gruppo Opzione donna ultimo trimestre 57-58 e Opzione donna proroga al 2018, hanno tutti attivamente diffuso la petizione online promossa a sostegno del Ddl 857, garantendo così il raggiungimento di questo primo grande successo. Damiano non molla e continua a lottare per le categorie più deboli, ora lo scontro ideologico è con Tito Boeri. Vediamo le ragioni.

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Riforma pensioni, occorrono correttivi per precoci, donne, esodati e nati nel '52

Lo scontro ideologico avviene tra Cesare Damiano e Tito Boeri dopo la presentazione della relazione annuale del Presidente dell'Inps, per il primo il ruolo del Parlamento nel raggiungere alcuni risultati, si pensi alle 7° salvaguardie per gli esodati, è stato cruciale, per Boeri si è trattato solo di uno spreco di risorse. Il perpetrare del ritardo nel trovare soluzioni che siano sostenibili finanziariamente, il riferimento è alle forme di flessibilità, non fa che alimentare il rischio del ricorso a soluzioni che restino inique e estemporanee oltreché non strutturali ed efficaci.

Damiano si oppone: "non solo le 7 salvaguardie sono state fondamentali per superare gli errori insiti nella Legge Fornero, ma non sono state così dispendiose ed è ora, anzi, assolutamente necessario, ragionare su una ottava ed ultima salvaguardia che ricomprenda le persone rimaste escluse dalle precedenti".

"Così come è necessario pensare a tutele ad hoc per coloro che hanno già maturato 41 anni di contributi versati, per loro occorre un accesso rapido alla quiescenza senza alcuna penalizzazione, stesso discorso vale per i disoccupati di lunga data.

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Le categorie più deboli devono avere la priorità, ci saremo invece aspettati", aggiunge, "maggiore autocritica dell'Inps su alcuni temi salienti: opzione donna e nati nel '52, le circolari restrittive emesse hanno creato molti problemi, vogliamo parlarne?".

Opzione donna e nati nel '52: è tempo di ammettere gli errori commessi

"Ci saremo aspettati nel corso della relazione annuale di Boeri meno critiche al Parlamento e maggiore autocritica nei confronti dell'Inps che ha spesso interpretato in modo a dir poco creativo - asserisce 'piccato' Damiano - alcune leggi.

Si pensi ad Opzione donna ove l'interpretazione da 'maturazione del requisito' in 'decorrenza del trattamento pensionistico' ha lasciato fuori migliaia di lavoratrici, allungando il periodo da 15 a 21 mesi, facendoci, spendere per correggere tale 'pasticcio', fa intendere Damiano, per 2,5 miliardi di euro nell'ultima Legge di Stabilità". "Che dire poi, prosegue, come un fiume in piena, dei nati nel '52 che potrebbero già fare domanda per accedere alla quiescenza e rischiano di restare bloccati dall'ennesima circolare restrittiva?"

"L'Inps ha sancito che questi lavoratori privati dovevano essere al lavoro il 28/12/2011, perché fissare un giorno? Se, aggiunge, uno ha avuto la sfortuna di restare licenziato un giorno prima, che sorte gli spetta ora che ha i medesimi requisiti anagrafici e contributivi del collega? Dovrà attendere ancora per accedere alla pensione? Forse di questo avrebbe dovuto preoccuparsi più a fondo e parlare maggiormente Tito Boeri", sentenzia Damiano.

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Il Presidente della Commissione Lavoro lo aveva già detto nel corso della conferenza stampa del 6 luglio scorso, la lotta proseguirà ed è tempo di arrivare a soluzioni prima del referendum. Condividete le critiche fatte da Damiano a Boeri?