A prescindere da come si chiami la nuova formula per l'accesso alla pensione anticipata che il governo sta elaborando nel quadro della riforma Pensioni 2016, è importante affrontare la questione nel suo complesso sul terreno delle risorse economiche e finanziaria che verranno individuate nell'ambito della legge di Stabilità 2017. Continua senza sosta il confronto sulla riforma pensioni con i sindacati che incalzano l'esecutivo sull'Ape e le altre questioni aperte sul fronte previdenziale: dalla formula quota 41 per il pensionamento dei lavoratori precoci alla proroga dell'opzione donna fino al 2018 passando per la salvaguardia definitiva degli esodati.

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Pensioni e flessibilità, Uil: va affrontata questione risorse

"Al di là degli acronimi a cui ci si riferisce in queste ore  ha detto il segretario confederale della Uil parlando dell'Ape (Anticipo Pensionistico) - la questione delle pensioni va affrontata sul terreno delle risorse".  Il dirigente sindacale considera "positivi i passi avanti" fatti nell'ambito del confronto tra governo e sindacati sulla riforma pensioni e auspica che si prosegua con convinzione verso la "direzione tracciata".

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Più che una questione di forma è una questione di sostanza. "Non è tanto un problema di formule - ha detto Domenico Proietti - quanto di disponibilità finanziarie che devono essere tali - ha sottolineato il dirigente sindacale ribadendo la posizione della Uil in linea con Cgil e Cisl - da risolvere i problemi sia dei pensionandi sia dei pensionati".

Riforma pensioni: nella maggioranza ancora non c'è l'accordo

Queste le proposte che arrivano dai sindacati, mentre critiche e raccomandazioni al Governo Renzi arrivano da autorevoli esponenti della maggioranza parlamentare, come il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, secondo il quale "il Governo - ha scritto in un post sul blo degli Amici di Marco Biagi - sembra voler risolvere tutto l'intervento sul sistema previdenziale in termini - ha spiegato - esclusivamente assistenziali".

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Per questo chiede all'esecutivo un intervento di riforma pensioni generale che non guardi solo ai meno abbienti, dunque un intervento non esclusivamente assistenziale ma soprattutto previdenziale. Riuscirà l'esecutivo guidato dal premier Matteo Renzi a trovare entro settembre, come chiede anche la minoranza del Pd, una soluzione condivisa da lavoratori, sindacati e forze parlamentari (almeno di maggioranza) sulla revisione della legge Fornero?

Non resta che seguire le prossime mosse per capirlo. Intanto, anche se ancora non c'è l'intesa nella maggioranza, sembra che il governo sia sulla strada giusta, si dovrà comunque attendere la finanziaria 2017 per vedere i primi provvedimenti concreti.

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