Quali sono le condizioni per poter andare in pensione anticipata perfezionando la quota 96 con il riscatto degli anni di laurea? Il quesito è stato posto alla redazione de Il Sole 24 Ore da un lavoratore nato nel 1951 che vorrebbebeneficiare della quota 96 per anticipare l'uscita da lavoro proprio riscattando gli anni di università. Il riscatto, nonostante il costo, permetterebbe un vantaggionon solo sull'incremento dell'assegno della pensione mensile, ma anche in termini di raggiungimentodell'etàe deicontributi occorrenti.

Più precisamente, il lavoratore, attualmente in mobilità volontaria, chiede se fosse possibile riscattare il periodo universitario che va dal 1971 al 1975 in modo da poter raggiungere i trentacinque anni di contributi versati entro il 31/12/2012 e beneficiare del diritto di anticipare il pensionamento con decorrenza al 1° agosto del 2015.

Pensioni anticipate con quota 96 e riscatto della laurea: si può?

Partendo dalla considerazione che i lavoratori classe 1951 abbiano diritto ad andare in pensione di vecchiaia non oltre il 2018 all'età compiuta di 66 anni e sette mesi, il quesito posto dallo scrivente trova d'accordo l'esperto del quotidiano economico.

Infatti, se riscattando la laurea si dovessero maturare i trentacinque anni necessari a soddisfare il requisito contributivo, con limite fissato al termine del 2012, il contribuente avrebbe la possibilità di andare in pensione anticipata con la deroga al meccanismo fissato dalla riforma Fornero, ovvero, nello specifico, al comma 15/bis dell'articolo 24 del Decreto legge 201 del 2011.

Quota 96 per la pensione anticipata: perché solo i privati e non gli statali?

In effetti, tale norma permette di andare in pensione anticipata al compimento dei 64 ani e sette mesi a due condizioni:

  • lavorare nel settore privato;
  • maturare la quota 96 con non meno di 60 anni di età e 35 di contributi entro il 31/12/2012.

Lo stesso beneficio non può essere allargato ai dipendenti pubblici: la non presa di posizione nei confronti degli statali, infatti, è stata giustificata dalla situazione che i quota 96 rappresentino, ormai, una parte molto residuale degli aventi diritto alla pensione.Ragione per la quale una soluzione definitiva non è stata adottatadai recenti governi alle soglie, ormai, del raggiungimento della pensione di vecchiaia di chi aveva diritto all'uscita da lavoro con il regime antecedente la riforma della Fornero.

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