Le ultime novità sulla riforma pensioni oggi 23 settembre parlano soprattutto dello 'strano' rapporto tra governo Renzi e sindacati: l'esecutivo sta proseguendo nella definizione dei criteri per il dispositivo APE, senza alcun confronto reale con le organizzazioni sindacali. Su questo aspetto, è intervenuto il ministro Poletti, che ha dichiarato che il governo è all'opera per rendere l'APE quanto più sostenibile e possibile dal punto di vista finanziario ed economico. Allo studio, in particolar modo, sono le fasce di esenzione dalle penalizzazioni per la variante 'Social' dell'APE, quella prevista per i soggetti particolarmente deboli.
Polemiche, però, giungono da tutti i fronti: Camusso, Damiano e la Codacons hanno fatto sentire la propria voce di opposizione a questa riforma pensioni.
Camusso e Codacons contro la riforma pensioni: novità oggi 23 settembre
Le ultime novità sulla riforma pensioni parlano dell'intervento di Susanna Camusso, che ha messo in luce due aspetti fondamentali. Il primo riguarda il nodo dei 'lavoratori precoci': se il governo mette in campo una misura prudente, questa non può essere accolta dalla Cgil; su questa vertenza, bisogna lavorare a partire dai criteri e non dalle considerazioni finanziarie. Il secondo riguarda il capitolo 'risorse': il Segretario della Cgil si chiede perché il governo non svela le sue carte; senza questi dati, anche per i sindacati diviene più complessa la concertazione.
Anche la Codacons ha fatto sentire la sua voce: la riforma pensioni APE sarebbe un ennesimo regalo a banche e assicurazioni; la domanda che ci si pone è la seguente: come può un lavoratore rinunciare fino al 20/25% del proprio assegno?
Cesare Damiano su precoci e esodati: novità riforma pensioni oggi 23/09
Tra le ultime novità sulla riforma pensioni, si inserisce anche l'intervento di Cesare Damiano. Il Presidente della Commissione Lavoro bacchetta l'operato del governo Renzi, soprattutto perché le misure così congegnate potrebbero non essere apprezzate dai lavoratori e il nodo resta il referendum. Damiano, dunque, parla innanzitutto dei lavoratori precoci: la misura a loro favore non deve essere 'simbolica', uno sconto di un paio di mesi non avrebbe alcun senso e non getterebbe buona luce sull'esecutivo.
Per quanto concerne gli esodati, invece, bisognerebbe al più presto emanare l'ottava salvaguardia, mentre sul fronte della riforma APE, il governo rischia di lanciare un programma che nessuno potrà seguire: le penalizzazioni sono troppo alte. Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.