Nonostante talvolta si pensi al bullismo come un fenomeno dei giorni nostri, il bullismo sembra avere radici molto antiche e non mancano certo antropologi, sociologi, psicologi pronti a giurare che si tratti di un fenomeno insito della natura umana. Tuttavia è innegabile che le tecnologie di cui disponiamo ne estendono i confini a una nuova dimensione, “cyber” appunto, trasformando atti che prima rimanevano circoscritti (seppur deprecabili) in delle vere e proprie gogne pubbliche ad opera dei cosiddetti “haters” (quelli che odiano) i quali, prendendo di mira in maniera massiva e senza scrupoli le proprie vittime, li esasperano a tal punto da spingerli talvolta verso l’insano gesto.

Inutile sottolineare come il fenomeno coinvolga particolarmente gli adolescenti (ma spesso anche adulti e persone addirittura in avanti con l’età), sempre connessi e quindi maggiormente esposti a questi pericoli. Una prima risposta a questo preoccupante fenomeno è arrivata con la proposta di legge per il contrasto di bullismo e cyberbyllismo che rappresenta sicuramente un passo importante ma insufficiente. Per una lotta efficace la repressione da sola infatti non basta, serve la prevenzione: proprio per questo gli insegnanti sono chiamati in prima linea a rendere coscienti i ragazzi dei pericoli che possono celarsi sul web e nella vita reale. Per loro nasce così un vero e proprio manuale ad hoc per affrontare il tema in classe.

Repressione ma soprattutto prevenzione, così si combatte il fenomeno

Sono dati preoccupanti, quelli che emergono dall’ultimo dossier del Telefono Azzurro che dimostra, tra l’altro, come l’età delle vittime di cyberbullismo stia calando repentinamente. Le segnalazioni giornaliere colpiscono sempre più frequentemente bambini e adolescenti e in un contesto del genere la figura dell’insegnante è chiamata a rendere gli alunni edotti sui pericoli da cui guardarsi e renderli maggiormente consapevoli nell’uso dei social network: per questo nasce, ad opera di un gruppo di giornalisti ed esperti di internet, un vero e proprio manuale per gli insegnanti.

Il testo, redatto nell’ambito del progetto europeo “Bricks, costruire il rispetto su internet combattendo l’hate speech”, è stato condotto in Italia da Cospe Onlus e dal Centro Zaffiria e ha richiesto per la sua stesura un anno di lavoro e 200 ore di laboratorio per 580 studenti delle scuole secondarie emiliane e toscane: un lavoro enorme ma necessario per trovare le giuste parole e argomentazioni per affrontare il tema in classe.

Il manuale in arrivo nelle scuole

Per combattere gli “hate speech”, discorsi di istigazione all’odio, infatti reprimere è giusto e necessario, ma non basta: bisogna iniziare dalle scuole a mettere in piedi dei solidi meccanismi di prevenzione. Così, attraverso giochi di ruolo, video e dibattiti si cerca di fare fornire una maggior consapevolezza del cyberbullismo per poi imparare a gestirlo. Il manuale, che verrà prossimamente diffuso nelle scuole, cercherà quindi, attraverso l’uso di strumenti concreti, di “far vivere il problema”, affinché le parole dell’insegnante non rimangano semplici raccomandazioni che lasciano il tempo che trovano ma che possano essere collegate all’esperienza concreta degli studenti.

Il vademecum sarà inoltre scaricabile da tutti gli interessanti direttamente sul sito Cospe www.cospe.org.

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