Le novità sulla riforma pensioni 2017, quella che dovrebbe arrivare con la prossima legge di stabilità, sono nel numero di sette. Innanzitutto, l'APE, nella sua triplice forma: 'volontaria', 'agevolata' (o 'social') e 'aziendale' e la possibilità dell'utilizzazione della RITA (la rendita integrativa temporanea anticipata). C'è poi la questione della Quota 41 per i lavoratori precoci, le misure per i lavori usuranti e il superamento dell'onerosità delle ricongiunzioni. Infine, i provvedimenti per i pensionati: quattordicesima, pensioni minime e no-tax area.
Tutto sembrerebbe essersi definito, eppure restano ancora molti punto oscuri che analizzeremo nel corso dell'articolo.
L'APE, la RITA e la riforma pensioni 2017
Il punto forte della riforma pensioni 2017 è l'APE, con un anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi, che consiste nella richiesta di un prestito a una banca, la restituzione del quale sarà 'spalmata' nel ventennio successivo al raggiungimento del requisito anagrafico della legge Fornero. Esistono tre tipologie:
- APE volontaria: il costo dell'intera operazione è a carico del singolo che sceglie volontariamente di uscire in maniera anticipata dal mondo del lavoro; primo punto oscuro: non sono state ancora definite con precisioni le penalizzazioni – si dice che possano raggiungere anche il 25%
- APE agevolata: il costo dell'operazione è a carico dello Stato ed è prevista per i disoccupati, i disabili o che assistono familiari disabili e per coloro che svolgono mansione 'gravose'; secondo punto oscuro: non sono state definite le mansioni gravose
- APE aziendale: il costo dell'operazione se lo dividerebbero le aziende, che vogliono cambiare il personale e 'licenziare' un lavoratore anziano, e lo Stato; terzo punto oscuro: non è chiara la dinamica nello specifico e se il lavoratore dovrà pagarsi parte del debito o degli interessi
C'è poi la RITA: il governo starebbe pensando di permettere a chi ha versato contributi in un fondo per la pensione integrativa, di attingere a quella somma per avere una sorta di rendita nel periodo di attesa che lo separa dal raggiungimento dei requisiti.
Lavoratori precoci e usuranti e la riforma pensioni 2017
La misura per i lavoratori precoci è una di quelle più contestate dell'intera riforma pensioni 2017 e consiste di due punti:
- eliminazione della penalizzazione per chi decide di uscire, avendo raggiunto il requisito contributivo, prima del compimento dei 62 anni d'età
- Quota 41 ma soltanto per alcune categorie (grossomodo quelle dell'APE agevolata) – quarto punto oscuro: non sono state definite con precisione le categorie 'agevolate'
Per quanto riguarda le mansioni usuranti, si sta pensando a una taglio dai 12 ai 18 mesi rispetto ai requisiti della riforma pensioni Fornero per coloro che hanno svolto un lavoro 'usurante' per almeno 7 degli ultimi 10 anni di contribuzione – quinto punto oscuro: non sono state ancora definite a fondo le categorie 'usuranti'.
Nell'arco delle prossime due settimane, si spera che i punto oscuri vengano chiariti. Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.