La scuola sta vivendo uno dei suoi momenti più concitati, sia dal punto di vista delle riforme che dal punto di vista legale. Infatti la legge 107 (buona scuola) ha generato innumerevoli ricorsi, con molte sentenze positive ed altre negative. La situazione più avversa senz'altro riguarda gli abilitati Tfa (tirocinio formativo attivo) e Pas (percorsi abilitanti speciali), due categorie che chiedono con insistenza l'inserimento in graduatoria ad esaurimento e che hanno protestato aspramente contro il concorso che ha bocciato a sorpresa molti di loro.

Dall'altro abbiamo un ricorso che va avanti da molti anni, parliamo dei diplomati magistrali che dopo una serie di sentenze positive stanno per avere (forse) le sentenze definitive.

Diplomati magistrale, sentenza tra l'8 e il 16 novembre

Sono due date importantissime per i diplomati magistrale, infatti arriveranno due sentenze che dovrebbero mettere fine a questo lungo ricorso. Ormai l'esito sembra scontato con una vittoria da parte dei ricorrenti e conseguente inserimento in Graduatoria ad Esaurimento.Un incontro chiesto dai sindacati è avvenuto con il Miur per delineare il da farsi: infatti le note emanate dal ministero risultano ancora insufficienti per risolvere una vicenda così complessa.

Ma le vere novità sono attese l'8 novembre con la pronuncia della Cassazione sul contenzioso sulla competenza in materia tra il giudice del lavoro e il giudice amministrativo. Poi il 16 novembre la tanto attesa adunanza plenaria del Consiglio di Stato che fornirà inoltre delle linee generali per garantire l'uniformità di giudizio da parte di tutte le Sezioni del Consiglio medesimo.

Graduatorie ad esaurimento: Tfa e Pas depennati a Treviso

L'altro filone dei ricorsi riguarda gli abilitati tfa e pas, ricorso che verteva sulla richiesta di queste due categorie di inserimento in gae. Arrivò la sentenza positiva con l'immediata esecuzione ed inserimento in Gae dei ricorrente e la stipula di contratti a tempo determinato o indeterminato. La successiva decisione del TarLazio sezione III però, ribaltò la sentenza con conseguente esito negativo.

Da li la nota Miur che chiede immediata esecuzione della sentenza, depennamento dalle GaE dei ricorrenti e risoluzione immediata dei contratti stipulati perché appunto è venuto meno il presupposto che dà titolo alla stipula.

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