"Sono sempre di più le donne che mi stanno contattando e che denunciano anche su questa pagina la loro indignazione": lo afferma la co-fondatrice del Comitato Opzione Donna Orietta Armiliato, evidenziando una delle maggiori criticità rispetto all'impianto degli interventi di riforma previdenziale inseriti in Legge di bilancio 2017. La rappresentante delle lavoratrici ricorda infatti che molte pensionande non potranno fruire dell'opzione donna proprio a causa degli spezzoni inutilizzabili di contribuzione, un'ingiustizia sorta nel 2010 a causa di un'interpretazione restrittiva "dell'allora Governo Berlusconi" e destinata a proseguire "nonostante un emendamento presentato dal Gruppo PD della Commissione Lavoro della Camera pochi giorni fa".

Nella pratica, il ricorso al cumulo doveva consentire alle donne di poter utilizzare anche i versamenti accumulati all'interno della Gestione Separata Inps. Ricordiamo che per molte questa via è l'unica disponibile al fine di raggiungere i 35 anni di versamenti previsti come requisito contributivo per OD.

Pensioni e cumulo gratuito: mancato accesso rappresenta ennesima ingiustizia

Stante la situazione appena descritta, il commento in merito alla vicenda non può che essere un richiamo per il ripristino ad una situazione di maggiore equità. Armiliato sottolinea come purtroppo l'estensione del cumulo gratuito alle lavoratrici con opzione donna ha avuto esito negativo. "Siamo consapevoli che questa stortura ed ennesima discriminazione debba essere sanata e siamo certe che la commissione non mollerà la presa, anche alla luce del nuovo dettato della legge che apre ad ulteriori opportunità.

Certo è che, come sempre, bisogna attrezzarsi e lavorarci, ma la problematica è emersa in tutta la sua assurdità ed ingiustizia".

Pensioni e lavoratori esodati: anche loro esclusi dalla misura

Non va diversamente per i lavoratori esodati, poiché anche in questo caso sussiste una chiara esclusione alla fruizione della misura.

Nella pratica, il cumulo gratuito non potrà essere utilizzato per raggiungere i requisiti utili al pensionamento seguendo l'ottava salvaguardia parlamentare. Non si potrà quindi unire i versamenti gratuitamente e con il calcolo proquota per raggiungere i 35 anni per l'uscita di anzianità a quote o i 40 anni, criteri previsti prima della Manovra Fornero al fine di ottenere la quiescenza, mentre anche i lavoratori che hanno svolto attività usuranti si vedranno tagliare fuori dalla misura, visto che l'APE resta fuori dal perimetro del provvedimento.

Per poter fruire del cumulo gratuito sarà quindi necessario ottenere i requisiti ordinari della pensione di vecchiaia o quelli per l'anticipata.

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