Dopo il via libera avvenuto in Commissione bilancio, la Camera si appresta ad esaminare in aula la nuova versione della Manovra 2017 appena licenziata. La verifica parlamentare è attesa a partire dal prossimo lunedì 28/11, quando si procederà con la votazione finale dall'una del pomeriggio. Sono tante le novità che passeranno al vaglio dell'assemblea, soprattutto per quanto concerne il tema della previdenza ed in particolare delle salvaguardie dei lavoratori. La Commissione bilancio ha infatti terminato la verifica del testo licenziato dopo una maratona di 24 ore, approvando numerosi emendamenti.

Si parte dalla pensione anticipata tramite opzione donna, per la quale è stata garantita l'uscita anche per le lavoratrici dell'ultimo trimestre 1957-58, mentre i lavoratori esodati hanno visto spostare il termine per l'inserimento in mobilità al 31/12 del 2014. I dati sulle platee indicano che potranno beneficiare della prima misura circa 4000 donne, mentre per gli esodati l'ampliamento dei possibili beneficiari ingloberà altri 11mila pensionandi.

Riforma pensioni e cumulo gratuito: si apre la flessibilità ai professionisti

Arriva poi un'importante novità per tutti i professionisti che hanno spezzoni contributivi divisi tra la cassa del proprio Ordine di appartenenza e gli altri fondi di previdenza obbligatori.

L'emendamento inserito in Manovra 2017 potrebbe andare a garantire il pensionamento per una platea di 35mila professionisti nell'arco del prossimo triennio, mentre dovrebbero essere all'incirca 15mila per anno i lavoratori interessati dalla possibilità di cumulo successivamente. Ricordiamo che l'opzione prevede l'utilizzo di tutti i versamenti effettuati verso le diverse gestioni previdenziali al fine di maturare i criteri di uscita per la pensione di vecchiaia o di anzianità.

Il calcolo del futuro assegno pensionistico sarà invece effettuato proquota, pertanto la misura consente di evitare penalizzazioni come avviene per la totalizzazione oppure gli oneri aggiuntivi previsti con il ricorso alle ricongiunzioni onerose.

Pensioni e lavori usuranti: novità anche per Ape Social

Arrivano nuovi riscontri anche per la c.d.

APE social, seppure le modifiche appaiano di minore portata. Il legislatore ha infatti previsto una riduzione della cumulabilità del trattamento assistenziale per gli autonomi, il cui reddito da lavoro dovrà attestarsi al massimo sulle 4800 euro l'anno. È stata prevista poi una semplificazione della documentazione utile a dimostrare la condizione di attività usurante per i lavoratori tutelati dall'impianto previdenziale, mentre la sperimentazione di Ape e Rita potrà proseguire anche oltre il 2018, sulla base di una relazione che il Governo dovrà inviare alle Camere entro il 10/09 dello stesso anno.

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