Deleghe attuative della Buona Scuola che rischiano di finire su un binario morto, dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e la conseguente caduta del suo governo. Le ultime notizie scuola, ad oggi, martedì 6 dicembre 2016, riguardano proprio il No al referendum costituzionale e il conseguente terremoto politico delle ultime ore: innanzitutto, è saltato l'incontro, previsto per domani, mercoledì 7 dicembre in Viale Trastevere, tra il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini e i rappresentanti dei sindacati per la questione legata al nuovo contratto mobilità 2017.

Ultime news scuola, martedì 6 dicembre 2016: salta incontro Giannini-sindacati sulla mobilità docenti

Come riporta il numero odierno del quotidiano economico 'Italia Oggi', lo scenario che si profila non è affatto di quelli entusiasmanti: infatti, con un governo tecnico o politico di breve durata (in attesa delle elezioni anticipate), il pericolo è che il contratto mobilità possa saltare e che il Miur possa procedere con atto unilaterale e con pieno rispetto, quindi, della normativa indicata dalla legge 107 (trasferimento su ambiti territoriali per quei docenti che intendessero produrre domanda).

Deleghe Buona Scuola, a rischio i correttivi su bonus valutazione docenti e chiamata diretta

C'è poi da considerare l'inevitabile passo indietro rispetto all'accordo raggiunto mercoledì scorso, 30 novembre, in merito al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, accordo che aveva, tra i suoi punti principali, lo smantellamento del potere legislativo in materia di rapporto di lavoro a favore della contrattazione.

Il rischio è che il bonus valutazione docenti e la chiamata diretta restino così come sono, ovvero secondo la riforma Buona Scuola, con immutati poteri discrezionali nelle mani dei dirigenti scolastici.

In merito agli aumenti di stipendi, si potrebbe, dunque, tornare ad una situazione di stand-by senza contare il discorso legato alle deleghe, ovvero, come si diceva all'inizio, i decreti attuativi della Buona Scuola: sono tante le questioni che rischiano di essere accantonate, dalla riforma del reclutamento e della formazione professionale dei docenti al nuovo sistema di valutazione degli studenti, passando per il nuovo canale di educazione e istruzione per la fascia di età 0-6 anni. Tutti interrogativi a cui si dovrà dare risposta.