Ormai la professione di badante o colf ha una normativa e un apparato regolamentare ben definito. Esiste un Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico al quale devono adeguarsi i datori di Lavoro che prendono alle dipendenze un collaboratore. Inquadramento, livello, esperienza e condizioni di lavoro stabiliscono quanto un lavoratore deve percepire di stipendio. Inoltre, anche il lavoro domestico si adegua all’inflazione secondo i dati Istat ed ecco perché una Commissione riunitasi al Ministero del Lavoro ha aggiornato i limiti di stipendio e accessori per l’anno 2017.

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Il lavoro al Ministero

Come dicevamo, presso il Ministero del Lavoro si è riunita la Commissione Nazionale prevista dall'articolo 4 del CCNL di settore che ha rettificato e aggiornato i valori da applicare al lavoro di collaboratore domestico (badante, colf e baby sitter) con decorrenza 1 gennaio 2017. La data di decorrenza delle novità è molto importante perché di fatto sancisce il cosiddetto effetto retroattivo. Infatti, la Commissione ha sottoscritto il nuovo contratto il 23 gennaio e pertanto, per gennaio, alle collaboratrici dovrebbe toccare una differenza tra lo stipendio percepito e quello che spetta alla luce dell’aggiornamento e che probabilmente sarà caricato nella busta paga di febbraio.

Alla riunione, presenti il Ministero del Lavoro, i sindacati e le parti datoriali, con sigle quali la FEDERCOLF, FIDALDO e i comparti di settore della triplice (CGIL, CISL e UIL). Messo nero su bianco il nuovo contratto e le nuove cifre riguardanti lo stipendio minimo, la presenza e l’assistenza notturna e i valori di vitto e alloggio.

Le cifre

La rivalutazione dello stipendio, come in tutti i settori del lavoro è relativa al tasso di inflazione, all’aumento del costo della vita.

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La rivalutazione è pari all’80% del tasso di inflazione che l’ISTAT ratifica ogni anno e per il 2017, il periodo di riferimento è tra novembre 2015 e novembre 2016. La differenza rispetto allo scorso anno è minima, perché l’Istat ha stabilito un tasso di inflazione dello 0,1%. Come dicevamo, lo stipendio varia in base all’inquadramento del lavoratore ed è stata approntata una tabella che differenzia la tipologia di lavoratore. Si va dal livello più basso, quello per lavoratori senza esperienza, fino al livello più alto che è quello delle assistenti qualificate anche per servizi a soggetti non autosufficienti.

  • Livello A: € 625,15
  • Livello AS: € 738,82
  • Livello B: € 765,95
  • Livello BS: € 852,48
  • Livello C: € 909,33
  • Livello CS: € 966,15
  • Livello D: € 1136,64
  • Livello DS: € 1.193,47

Vengono stabiliti inoltre le indennità pari a € 168,07, cioè un surplus per il livello D e DS, € 656,41 come lavoro notturno. Vengono delineati anche i valori per ora di lavoro di quei soggetti che sostituiscono i lavoratori titolari del contratto nei giorni di riposo, con importi variabili a seconda del livello di inquadramento del lavoratore che subentra tra € 7,21 e 8.69.

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Vengono definiti anche i valori di vitto e alloggio per quei rapporti di lavoro dove è prevista la convivenza del lavoratore con l’assistito. In totale l’indennità di vitto e alloggio è di € 5,48 al giorno, diviso tra € 1,91cadauno, per pranzo (o colazione) e cena e 1,66 per l’alloggio.

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