Il senatore e responsabile federale della Lega Nord Mario Pittoni fa il punto della situazione sulle otto deleghe sulla scuola da approvare improrogabilmente entro il 15 Aprile e che sono al vaglio della commissione cultura ed istruzione, definite dal senatore "un pasticcio annunciato" a causa delle strette tempistiche per discutere ed approvare tutti e otto i decreti legislativi.

Mario Pittoni: 'Situazione attuale figlia della cattiva scuola di Renzi'

Va giù duro il senatore Mario Pittoni forte anche alla sua esperienza come responsabile Scuola della Lega Nord.

"il Pd non vuole imparare dai suoi errori, entro metà marzo il tutto deve essere discusso dalle commissioni cultura e bilancio di Camera e Senato, ma prima però dovranno essere ascoltate tutte le categorie coinvolte e gli organi sindacali. Insomma tempi strettissimi, impossibili da rispettare in un settore delicato dove le decisioni hanno una ricaduta sia in termini economici che umani. Il PD ne sa qualcosa, visto che la "Buona scuola" di Renzi ha creato un valzer di docenti triplicato".

Una fotografia reale della situazione attuale del mondo della scuola, dove ancora oggi moltissime cattedre sono scoperte a causa delle graduatorie esaurite su alcune discipline con le scuole costrette a ricorrere alla messa a disposizione. Nell'attuale anno scolastico inoltre circa 250 mila docenti hanno cambiato sede, mettendo in difficoltà molte scuole ed anche sul sostegno la situazione non è delle migliori con un'evidente carenza dei posti in organico di diritto.

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Scuola

La proposta della Lega Nord sulla scuola

Una proposta molto dettagliata quella avanzata dal senatore Mario Pittoni: "Ci batteremo per la stabilizzazione dei precari storici delle GaE ma anche dei docenti delle graduatorie d'istituto con esperienza e competenza e dopo questa fase proporremo il reclutamento dei docenti su base regionale, che ha già raccolto interessanti aperture dalle parti sociali nella scorsa legislatura.

Docenti liberi di scegliere la regione dove fissare il proprio domicilio professionale e così confrontarsi con gli altri iscritti della regione, questo creerebbe un sistema virtuoso di "concorrenza" tra le regioni e di conseguenza aumenterebbe la qualità della scuola".

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