Sono tante le novità introdotte con la nuova Legge di Stabilità entrata in vigore il primo gennaio 2017. Di fondamentale importanza sono le misure sulla previdenza che potrebbero garantire il pensionamento a migliaia di lavoratori. Un sospiro di sollievo, quindi, per la maggioranza di popolazione che si sono visti costretti ad accettare le rigide norme della Legge Fornero.

Diverse strade per anticipare l'uscita

La Legge di Bilancio ha introdotto diverse strade per chiedere il pensionamento anche se, alcune delle misure sono riservate ad una platea molto ristretta di beneficiari.

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L'Ape volontario, per esempio, darebbe la possibilità di lasciare il lavoro dopo il raggiungimento di almeno 20 di versamenti contributivi a condizione che non manchino più di tre anni alla pensione di vecchiaia. Una misura in via sperimentale fino al 2018 che consiste in una sorta di prestito erogato dallo Stato da restituire in venti anni mediante dei prelievi su ogni rateo nel momento in cui viene percepita la pensione piena.

C'è poi l'Ape agevolata che potrebbe rivelarsi un'altra strada da seguire per anticipare l'uscita ma solo per una determinata categoria di lavoratori: disoccupati, caregivers e lavoratori usuranti che dovranno perfezionare almeno 30 anni di contributi (36 per gli usuranti). La misura interesserebbe circa 300 mila lavoratori e anch'essa sarà oggetto di sperimentazione fino al 2018.

L'Ape Social potrebbe slittare al 2018

Ancora da definire il ruolo dell'Ape Social che garantirebbe un assegno fino a 1500 euro mensili interamente a carico dello Stato alle categorie più svantaggiate. Stando a fonti vicine al Governo, infatti, la misura potrebbe slittare al 2018 visto che, le risorse finanziarie potrebbero rivelarsi insufficienti a soddisfare l'intera categoria. Un'altra dura batosta, quindi, si abbatte sulle categorie più svantaggiate, ovvero, circa 35 mila soggetti che si aspettano una risposta concreta da parte dell'esecutivo e che continuano a chiedere l'estensione della platea di beneficiari.

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Resta comunque solo un interrogativo che potrebbe essere confermato il mese prossimo dai decreti attuativi su cui sta tuttora lavorando il Governo.

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