Sono giorni di revisione per la riforma Pensioni, ancora carente dei dettagli utili alla determinazione delle platee di accesso all'APe e non solo. È ancora da definire l'entità degli interessi sul prestito bancario, mentre si attendono alcune precisazioni sulle previste convenzioni tra l'INPS e le assicurazioni che subentrerebbero in caso di premorienza.

Restano da confermare anche i requisiti di accesso al provvedimento Quota 41, per ora identificati in tutti i lavoratori precoci che presentano le seguenti condizioni di svantaggio:

  • disoccupazione senza ammortizzatori;
  • invalidità a partire dal 74 per cento;
  • disabilità di un familiare entro il 1° grado;
  • impiego in attività usuranti o lavori particolarmente gravosi.

È attesa, a tal proposito, la ridisegnazione della previdenza per gli addetti ai lavori usuranti, che potranno presto godere di nuove agevolazioni.

Pensioni precoci e Quota 41, l'indifferenza della classe politica

Sebbene un primo passo sia stato compiuto con l'introduzione – almeno parziale – della Quota 41, la strada da fare per conquistare l'assenso della categoria è ancora lunga. Lo sanno bene gli esponenti politici addetti ai lavori, rei di aver lasciato da parte i migliaia di precoci che si sono visti negare il diritto alla pensione. Non sono bastati gli oltre 41 anni di contributi a convincere i fautori della manovra che hanno piuttosto optato per un più parsimonioso restringimento dei requisiti di accesso.

Posizione particolarmente sconveniente quella di alcuni governanti colpevoli, loro malgrado, di averci messo la faccia. Tra questi Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera già noto per le sue battaglie a difesa dei diritti dei precoci. Nell'ultimo periodo, Damiano è innegabilmente sfuggito a ogni occasione di intervento sulla questione pensioni. Ciò è parso strano ad alcuni lavoratori, che hanno giudicato l'atteggiamento fugace dell'ex Ministro come non poco sospetto.

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Pensioni

C'è chi vocifera su un presunto disimpegno di Damiano nei confronti della crociata delle pensioni, e il suo silenzio non fa che accrescere la delusione dei precoci. Come si ricorda, le ultime dichiarazioni di Damiano riguardavano i voucher lavoro, la legge elettorale e il futuro del PD, temi aventi correlazione più o meno stretta con il capitolo riforma Pensioni. Nessun accenno ai nuovi decreti previsti per l'integrazione e la parziale correzione della legge di Bilancio, la cui approvazione risulterà decisiva per la messa in atto delle disposizioni in essa contenute.

Discorso a parte per le rappresentanze sindacali, che reputano priorità assoluta l'esplicazione della cosiddetta "Fase 2" della Riforma. Così la segretaria CGIL Susanna Camusso in un'intervista a l'Unità: "Non commento le scelte, dico solo che non dimentichiamo il tema 'Previdenza 2' con il confronto soprattutto sulle pensioni dei giovani. È un impegno preso dal Governo per quest’anno, chiederemo che lo rispetti".

Dal canto suo, Tito Boeri si è detto altrettanto fiducioso nell'entrata in vigore della legge di Stabilità, non senza cogliere l'occasione per alcune precisazioni sull'equivoco pensioni d'oro: "Per criticare le mie proposte di riallineamento delle pensioni più alte ai contributi versati si cerchino argomenti migliori e, soprattutto, si eviti la calunnia".

Precoci d'Italia

Si prefigura un anno particolare per i lavoratori precoci, che inaugurano il 2017 festeggiando il primo compleanno del Comitato Piemonte.

Passando al Friuli, la tv locale Telequattro ospiterà oggi Flavia Kvesto, coordinatrice del Comitato triestino. Non da meno i precoci pugliesi, autori della lettera-appello indirizzata a Michele Emiliano. Al Governatore si chiede di farsi portavoce delle richieste del gruppo, senza dimenticare una dovuta introduzione alle condivisibili ragioni dei mittenti.

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