Torna a parlare di Pensioni Giuliano Poletti, che a margine della visita alla Zucchetti di Lodi ha ribadito la necessità di approvare i provvedimenti al più presto. Giustificando i ritardi (la riforma Pensioni, lo ricordiamo, era attesa per il 1° maggio), Poletti ha illustrato il funzionamento di alcune meccaniche dell'APe, che potrà essere richiesta anche da chi ha maturato i requisiti dal primo giorno del mese corrente. "Anche se presenta la domanda una settimana dopo, non cambia niente", e ha aggiunto: "È arrivato il parere del Consiglio di Stato, e a Palazzo Chigi abbiamo già predisposto i cambiamenti necessari. Consegneremo l’esito finale alla Corte dei Conti".

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Pensioni precoci, le critiche dei lavoratori

In ambito riforma Pensioni, il ritardo è solo una delle variabili che contribuiscono a rendere diffidenti i cittadini. In primo luogo, la riforma Pensioni non convince perché poco equa: non tutti i precoci rientrano tra i beneficiari della cosiddetta Quota 41, la misura che permette ai lavoratori con oltre 40 anni di contributi di andare in pensione in anticipo. Nel corso delle ultime manifestazioni, i precoci hanno messo in evidenza proprio questa problematica, che di fatto impedisce loro di accedere alla pensione in età ragionevole.

La maggior parte dei precoci non rientra in particolari profili di tutela, condizione necessaria per conseguire il vantaggio della pensione anticipata. Tutti, in compenso, hanno svolto oltre 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età. Le categorie in questione sono quelle degli addetti ai lavori usuranti, dei disoccupati, degli invalidi e di coloro che assistono abitualmente un familiare disabile. Ulteriore limite lo svolgimento di lavoro dipendente, anche nel settore pubblico, con conseguente esclusione dei lavoratori autonomi.

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Pensioni precoci, parla Cesare Damiano

Uno dei politici più attivi sul fronte pensioni precoci e Quota 41 è proprio Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro nonché attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera. A commento delle ultime affermazioni di Poletti, Damiano ha dichiarato: "Ogni ritardo nell'applicazione della riforma Pensioni blocca nel posto di lavoro migliaia di persone, e rallenta il ricambio occupazionale a svantaggio dei giovani. Dobbiamo recuperare il tempo perduto". Unica posizione condivisa, la ricerca di soluzioni più convenienti per le pensioni dei lavoratori edili.

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