Si torna a parlare di garanzie per i lavoratori cosiddetti "coordinati e continuativi". Sulla questione interviene la ministra Anna Finocchiaro, che in una nota apparsa sul sito internet del Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, annuncia che il Governo si sta occupando del problema per "una soluzione" che consenta ai lavoratori interessati, che sono in numero massiccio in tutta la Penisola, da Nord a Sud, da Bolzano a Lampedusa, "di mantenere una forma di tutela" nei casi in cui si trovassero alle prese con una "cessazione involontaria dei rispettivi contratti”. Ipotesi tutt'altro che remota in tempi di crisi.

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Il lavoro autonomo non imprenditoriale

"L’ipotesi allo studio è rivolta a garantire l’erogazione della dis-coll anche per chi ne faccia richiesta oltre i termini già scaduti", 31 dicembre scorso, spiega la ministra, evidenziando che in prima battuta ciò potrà avvenire "in sede di conversione in legge del decreto Milleproroghe". Successivamente "s'interverrà in maniera strutturale". Il riferimento è al "disegno di legge delega sul lavoro autonomo non imprenditoriale”.

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La Legge 28 dicembre 2015, numero 208, legge di stabilità 2016, all’articolo 1, comma 310, aveva prorogato per un altro anno l’istituto della Dis-coll per i titolari dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, riconoscendolo anche per eventi di disoccupazione dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre dello stesso anno. Ammortizzatore sociale destinato anche ai collaboratori a progetto, con esclusione degli amministratori e dei sindaci, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l'Inps, non pensionati e privi di partita Iva, rimasti involontariamente disoccupati.

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