Le novità sulle pensioni aggiornate ad oggi lunedì 6 febbraio hanno per protagonisti Giuliano Poletti e i lavoratori precoci. Il primo, da Prato, ha parlato del flop del part time agevolato, mentre i secondi hanno dato il via ad una petizione online per chiedere quota 41 per tutti. Torna di stretta attualità il tema della pensione anticipata, dopo le polemiche dei giorni scorsi di Tito Boeri sull'aumento della quattordicesima. In attesa dei decreti attuativi del governo per l'Ape volontaria e sociale, punti saldi della riforma Pensioni del 2017, il dibattito è tutto online.

Pubblicità

Nuovi strumenti

Le ultime notizie sulle pensioni riprendono le recenti dichiarazioni di Giuliano Poletti sul part-time agevolato. Il ministro del Lavoro, presente a Prato in occasione della consegna del premio 'Santo Stefano' alla Camera di Commercio di Prato, ha commentato le indiscrezioni secondo cui da giugno sarebbero pervenute all'Inps soltanto 200 domande per il part-time agevolato, una delle misure precedenti ai provvedimenti per la pensione anticipata a 63 anni, con 3 anni e 7 mesi di anticipo, leggi anticipo pensionistico.

Nel commentare le ultime voci non proprio positive, Poletti ha affermato che quando le cose non funzionano occorre prenderne atto, annunciando la possibilità di adottare strumenti diversi, sottolineando come all'epoca in cui prese campo l'idea del part-time agevolato, era ancora nel cassetto il progetto dell'anticipo pensionistico, che avrebbe reintrodotto la flessibilità in uscita delle pensioni.

Petizione

Intanto i lavoratori precoci hanno dato il via ad una petizione online sul celebre sito change.org in cui si chiede l'introduzione di quota 41 per tutti e la discussione, subito, del ddl 857 di Cesare Damiano.

Pubblicità

In queste ore, sul gruppo della categoria dei precoci sono diversi gli utenti che invitano alla firma della petizione. Andando su Change.org si scopre il testo completo, dove si denuncia il fatto che il testo del disegno di legge 857 dell'onorevole Damiano, nonostante le 50.000 firme raccolte, non sia stato ancora calendarizzato e discusso. Viene presa di mira la riforma pensioni Fornero e il Jobs Act, mentre si tessono gli elogi riguardante il ddl dell'ex ministro del Lavoro, che introdurrebbe la pensione dopo 41 anni di contributi, per tutti, e la pensione anticipata a 62 anni di età anagrafica e un minimo di 35 anni di contributi, con una penalizzazione massima dell'8 per cento, qualora si decida di andare in pensione fino a 4 anni prima.

La petizione è diretta al ministro del Lavoro, il presidente del Consiglio, il presidente della Camera dei Deputati ed il presidente della Repubblica.